STAVOLTA ANDRÀ TUTTO BENE

Sul muro di Villa Ada, ecco l’ultima opera di Laika che ritrae Giulio Regeni che abbraccia lo studente di Bologna arrestato in Egitto, Patrick Zaki, con indosso una divisa da carcerato.

Davanti alle due figure campeggia la parola “Libertà” scritta in lingua araba.

“’Stavolta andra tutto bene’ rassicura Patrick, ma allo stesso tempo mette davanti alle proprie responsabilità il governo egiziano e la comunità internazionale.
Non si può permettere che quanto accaduto a Giulio Regeni avvenga di nuovo.”

Stavolta DEVE andare tutto bene.

11 Feb Zaki Regeni

Il dito e la luna

Quando qualcuno indica la luna è inevitabile che qualcun altro (ormai noto) guardi il dito; figurarsi se ad indicarla è una ragazza di sedici anni, benestante, con la sindrome di Asperger, ormai famosissima.

Chi veicola il messaggio è, ancora una volta per taluni, più importante del messaggio stesso ma costoro ricordassero che oltre e grazie a Greta c’è un movimento che parla di giustizia ambientale, inversione del modello di sviluppo e soprattutto di giustizia sociale.

I soliti noti che indicano il dito cerchino di alzarlo per cambiare qualcosa del proprio futuro e quello di chi li circonda.

 

Giustizia ambientale

Insieme a Silvia e Lorenzo

Il caso ha voluto che due atti che abbiamo portato in discussione oggi in consiglio riguardassero temi non strettamente legati alla vita municipale ma che con questa si andassero ad intrecciare per il carico valoriale che portavano con loro.

Due atti che hanno consentito di guardarmi dentro, di interrogarmi.

Di chiedermi, ad esempio, quanto coraggio ci voglia per partire volontario in una terra che non è la tua, ad “aiutare a casa loro” come spesso risuona nel dibattito penoso sui social e nelle tv, qualcuno che non ha gli stessi mezzi di cui disponiamo noi, comodi nelle nostre tiepide case.

Mi ha fatto riflettere sul concetto di impegno, in un mondo accomodato che dà spesso tutto per scontato, c’è qualcuno che non si siede, prende uno zaino e parte, non in viaggio di piacere ma nei paesi in guerra o in contesti internazionali precarissimi.

Io che faccio fatica pure a prenotare una vacanza mi sono commosso nel leggere le biografie di ragazzi come Silvia Romano e Lorenzo Orsetti.

Due connazionali giovanissimi, due storie molto diverse ma a loro modo intrecciate, coraggiose e di cui andar fieri.

La democrazia, l’ecologia, l’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, la lotta all’individualismo, la ricerca di giustizia, eguaglianza, libertà, individuale e di popolo.

Chi dentro le istituzioni, chi fuori, chi nel proprio paese, chi nel paese di qualcun altro: lottiamo per questo, ogni giorno, ognuno a modo proprio.

Insieme a Silvia, sulla quale bisogna mantenere alta l’attenzione continuando a chiederne la liberazione e insieme al ricordo di Lorenzo, al quale oggi abbiamo chiesto di dedicare il Parco Nomentano.

SUPERCOPPA ITALIANA IN ARABIA SAUDITA PER SOLI UOMINI

La Supercoppa Italiana che si giocherà in Arabia Saudita è portatrice di una gran brutta sorpresa: ci sono biglietti in vendita per settori riservati ai soli uomini. Le donne potranno accedere solo se “accompagnate”.

I settori indicati come “singles” saranno infatti riservati ai soli uomini mentre i settori indicati come “families” sono “misti per uomini e donne”.

Gravissimo che la Lega Calcio abbia deciso di tacere. Vergognoso e inaccettabile che il nostro paese si sia piegato ad una roba del genere per le solite logiche extracalcistiche.

“Conosciamo questo dolore”

La bella lettera di Luciana Milani e Alberto Solesin, i genitori di Valeria Solesin, la ricercatrice italiana morta a Parigi nell’attentato del Bataclan; una lettera lontanissima dai toni sguaiati che molti, dalle proprie tastiere e a km di distanza, stanno utilizzando.

«Esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime e dei feriti dell’attentato jiadista di Barcellona.
Un pensiero particolare va ai familiari dei nostri connazionali Bruno Gulotta di Legnago e Luca Russo di Bassano Veneto. Anche a Barcellona, come a Parigi, sono coinvolti cittadini di 18 o 19 nazioni, per lo più europee. Ci aspettiamo che l’Unione Europea sappia trovare una sempre più efficace unità operativa nel combattere il terrorismo sul campo. Ci aspettiamo anche che l’Europa realizzi comuni politiche di sostegno e di aiuto alle famiglie delle vittime.
Altro non ci sentiamo di dire. Conosciamo questo dolore».