Help me

Il senso di incertezza, di precarietà, di temporaneità, di mancanza di prospettive mi si para oggi innanzi, più potente che mai:

– “Matteo, aiutami a riprendere la mano, facciamo qualche giro in macchina!” esclama mamma dopo l’acquisto di una fiammante Sukuzi Ignis metallizzata di dodicesima mano.

Sono dieci anni che non guida.

C H I E D O A I U T O.

Foste impossibilitati a nascondermi in qualche sgabuzzino o in qualche casolare abbandonato è altresì gradita vs solidarietà.
Astenersi ottimisti, minimizzatori e possibilisti.

Ah, il signore avvistato mentre cercava di varcare il confine con il Messico era papà: se doveste incontrarlo avvisatelo che può tornare a casa, vado io. (Sarà parecchio sudato, corre da ore)

Sfigometro

Aggiornamento dello sfigometro: “massimi livelli“.

Nella giornata di ieri l’ingrato cane che ospitiamo gentilmente all’interno dell’appartamento s’è azzuffato con un dobermann.
Sordo ai richiami, sfrontato e anche un po’ stupidino corre per metri per andare ad affrontare qualcosa di più grande di lui, di me e del PIL della Cina: 50 kg e oltre di qualcosa che assomiglia più ad un cavallo che ad un cane.

[ – “Nerino bello, che fai, dove vai, stai buono, vieni a casa ti preparo una bella tisana, guardiamo la tv, puoi salire sul divano, ti faccio le coccole!
– “Nono, quello mi guarda male, io vado, m’ha stufato!”
– “Parliamone, aspetta! Biscottino?
– “Bau bau, grrr, bau bau!” ]

Finita la guerra, chiaramente il saldo negativo tocca a me.
La mia mano destra è oggetto di ferita lacero contusa, dolori e punti.
Il soggiorno breve (7h) al Pertini è da libro cuore. Un cuore forte.
Dopo ore di attesa riesco a entrare in quella che considero le porte del paradiso.
Sbagliato: trattasi della sala visite del Dottor Mengele africano che si interroga sul senso della vita senza trovare una soluzione alla mia, evidente, prossima dipartita.

Altra attesa in corridoio insieme a bacini rotti di vecchiette loquacissime.

“- Zocchi!” “- Eccomi.”
Altro giro, altro luminare: lui un vero mister simpatia. Fa battute, tronfio.
Apprezza il taglio e lo definisce “bello“.
Ho temuto per un attimo volesse uscire a cena con la mia mano.
Non lo dico, temendo che spostandomi nel suo terreno, quello della simpatia, la mano me la tagliasse. Accidentalmente, certo.
Esco dopo la parziale sutura e con le dita alla Tutankhamon, ultima moda hipster della capitale egiziana.

Torno a casa.

Eccolo là, lo stolto.
Mortificato.
E’ sul divano e vuole le coccole… lo accontento.
La tisana però non te la faccio!”

Eppure

E’ giusto che Roma torni alla destra che tanto bene ha fatto nel quinquennio Alemanno.

Alfio Marchini, trovato dopo dopo due anni di vagabondaggio alla ricerca del Campidoglio, probabilmente neanche stavolta riuscirà ad arrivare sullo scranno centrale dell’Aula Giulio Cesare. Avrebbe potuto far bene, lo dimostrano questi due anni di duro lavoro e presenza per Roma.
I cinque stelle, capitani coraggiosi, si sono incardinati da statuto in regole ottime che gli permetteranno di non vincere. Cosa che desiderano ardentemente, peraltro.
La compagna Giorgia Meloni, invece, pronta con la sua squadra(ccia) sta scaldando i motori di tutte le macchina in doppia fila, la sua e di tutti gli assunti con parentopoli durante la giunta precedente.

Ah la capitale la spostiamo a Milano perché con l’Expo ha dimostrato che si possono fare grandi cose senza infilitrazioni mafiose di alcun genere.

Eppure quant’è bella ‘sta città.

Statemi vicino

Sembrava un giorno come tanti.
E invece era peggio.

La tredicenne con cui condivido sangue, famiglia e appartamento afferma convintamente di voler andare al suo primo concerto.

Piatti che cadono, ginocchia che cedono, confusione e smarrimento, sudore, buio.
Bicchieri d’acqua e pacche sulle spalle rassicuranti salvano la dinastia Zocchi dalla prematura estinzione.
Lo shock è grande ma il buonsenso vincerà.
Come no

La trattativa ve la risparmio ma, chiaramente, qualche sconfitto ci doveva essere.
Da semplice autista ad accompagnatore il passo è stato breve: il 14 maggio sarò al concerto dei, nientepopodimeno, “5 Seconds Of Summer”.

Acronimo molto evocativo: “5 SOS”. Sicuramente parte dei 1000 che ho provato invano a lanciare alla NATO per bombardare la stanza della cara sorella.

Dopo averli ascoltati ho rivalutato la morte.
Che sarà una piacevole carezza rispetto alle orde di bambine urlanti e impazzite al cospetto di cotanta arte.

Statemi vicino, la vita sa essere dura.

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La comicità è una cosa seria

Se vi state interrogando su cosa o chi è mancato a questo Festival di Sanremo, eloquente paradigma di quel che è diventato il cabaret in Italia, la risposta è semplice:

è mancato uno bello grosso che entrava sul palco di corsa durante le esibizioni di gente come Pintus, Siani, I Soliti Idioti e Cirilli, e dopo aver menato tutti si rivolgesse loro dicendo paternalmente: “Fai altro“.