Politiche coerenti con l’umanità

L’intervento di rimozione dei rifiuti partito ieri lungo il fiume Aniene, nella Riserva Naturale, e che proseguirà nelle prossime ore, era un’azione necessaria per riparare un danno ecologico enorme, restituire dignità e valore ambientale a un’area naturale preziosa per le famiglie del territorio e per provare a recuperare situazioni di marginalità.

L’entusiasmo per lo sgombero delle persone accampate lungo il fiume lo lasciamo a chi ha fatto dell’incitamento all’odio il proprio core business politico. Lo lasciamo ai ministri con la ruspa, che governano questo Paese da anni contribuendo a cambiarlo solo in peggio, agli sceriffi autoproclamati della domenica e ai loro replicanti territoriali.

Il rischio concreto, che non va nascosto ma affrontato con lucidità, è che la marginalità si riproduca altrove, con le stesse criticità sociali, sanitarie e ambientali. Che ogni intervento si riveli, ancora una volta, solo il preludio a un nuovo insediamento informale –magari nella stessa area– se non saremo in grado di attuare una trasformazione vera, riempiendo quegli spazi naturali di vita, attività e relazioni, come ci siamo prefissati nelle interlocuzioni istituzionali delle ultime settimane e come ci insegnano, ogni giorno, i volontari che se ne prendono cura.

Serve un approccio strutturale: un impegno serio, basato sull’inclusione attiva, sul dialogo, su soluzioni abitative e lavorative reali per persone che vivono condizioni che per molte e molti di noi sono inimmaginabili.

Chiediamo uno sforzo di serietà, a partire dal Governo del Paese: politiche pubbliche coerenti con l’umanità che siamo chiamati a dimostrare. Un’umanità che, sempre più spesso, sembra fare paura, soffocata da chi alimenta rabbia e semplificazioni, da incendiari travestiti da risolutori, che pure governano senza risolvere un problema che sia uno. Un’umanità che leggiamo più nelle emozioni collettive evocate dalle parole del Papache parla di pace, di misericordia, di attenzione per gli ultimi– e meno nei discorsi tra noi, come se quei sentimenti dovessero sempre partire dagli altri, mai da noi.

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