Le tante opere inaugurate in questi giorni a Roma per il Giubileo sono un segnale importante: la Capitale è viva e già questa è una notizia dopo anni di immobilismo.
Gli interventi a Piazza Pia, via Ottaviano, Piazza della Repubblica, la passeggiata di via San Teodoro dimostrano che la città può scommettere seriamente sulla creazione di spazi pedonali di qualità, pensati per le famiglie, gli anziani, le persone con disabilità o a mobilità ridotta, e non per le auto.
Tuttavia, la trasformazione della città non può avvenire solo in occasione del grande evento, che, per quanto significativo, rappresenterà sempre un’eccezione e non un modello su cui immaginare il futuro. Considerato che i benefici maggiori degli interventi sono concentrati nei luoghi simbolici e che al contrario la città è sterminata e in espansione costante bisogna smetterla di trattare la Capitale del Paese come se non lo fosse, uscendo dalla logica per cui se si vogliono rinnovare i territori, dal centro alla periferia, si deve tagliare sui servizi, cosa che invece Roma è costretta a fare da decenni, con una coperta economica, su alcune materie, spesso talmente corta da sembrare un fazzoletto.
Definire la riqualificazione di Piazza Pia un “miracolo civile” -come ha fatto la Premier Meloni– non solo suona paradossale, ma conferma quanto Roma sia trattata, anche da questo governo, come un comune qualsiasi. Un governo capace, peraltro, di tappezzare la città di manifesti contro il Sindaco Gualtieri millantando un proprio impegno per Roma che nei fatti non esiste, quando anzi è vero il contrario visto il taglio agli enti locali nella manovra finanziaria.
Se vogliamo una Roma Capitale tutto l’anno bisogna smetterla con la propaganda e iniziare a lavorare davvero al servizio della città, con risorse finanziarie adeguate e soprattutto costanti, una riforma dei poteri che valorizzi i Municipi come i comuni che già di fatto sono, e un programma di interventi che dal centro alle periferie migliori la qualità della vita delle persone.
Roma merita la sua “Piazza Pia” in ogni quartiere.
Senza miracoli.
Buon 2025, di costruzione.

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