Leggere tutto è un atto di fede

Io non so quanti cittadini nel mondo possano dirsi soddisfatti della propria città.

Soddisfatti delle strutture, delle infrastrutture, del modello di sviluppo, della cultura civica e delle abitudini in essa presenti.

So che non sono tra questi.

E, tantomeno, non credo che esista a Roma, nella nostra città, qualcuno che possa dirsi soddisfatto senza essere ricoverato con forma di urgenza nel primo ospedale.

Della capitale d’Italia non si può essere soddisfatti, perché non si può essere soddisfatti di una città in declino, abbandonata al proprio destino dai suoi stessi abitanti che ormai muovono scatti d’orgoglio e di appartenenza solo quando gioca la propria squadra del cuore o quando prendono il treno a Milano che li riporta a casa. Ma anche lì, segnalo, battute in calo.

Tornare –o meglio– cominciare ad essere orgogliosi della propria città, del proprio paese, della società in cui si vive, è stato alla base di ogni mio micro-pensiero di questi anni e, ad esso connesso, impegni, arrabbiature e pure qualche sconfitta.

Ostinatamente ho continuato e continuo a credere che ci sia una via da percorrere e che è solo per sfortuna o per mancanza di forze, o per una particolare congiuntura astrale, o per mancanza di interpreti e di comunicazioni corrette che non siamo riusciti a perseguirla.

Una via che coniughi la cura dell’ambiente e del territorio, gli spazi e le realtà sociali, la persona e le libertà individuali, le buone pratiche, che riesca a immaginare sistemi infrastrutturali normodotati, servizi efficaci, assistenza nelle difficoltà della vita.

E non riesco a non pensare che la prossima competizione elettorale che ci vedrà partecipi possa andare in quella direzione.

In III Municipio un paio di mesi fa è caduta la giunta Capoccioni del Movimento 5 Stelle.

Una giunta distintasi per una totale incapacità nell’ordinaria amministrazione e una mancanza di una benché minima visione verso il futuro, sfiduciata da tutte le forze politiche.

Abbiamo il dovere di riportare il sereno dopo due anni gettati alle ortiche.

Siamo in campo con una candidatura molto bella, quella di Giovanni Caudo, Professore di Progettazione Urbanistica a Roma 3, già assessore all’urbanistica della giunta Marino.

Una personalità importante che ha deciso di mettersi in gioco in un municipio, quello in cui vive, per generare quel moto di orgoglio di cui ognuno di noi deve appropriarsi, perseguire quella via e far partire proprio da qui la riscossa di cui questa città immobile ha estremo bisogno.

Sono particolarmente contento perché finalmente siamo riusciti ad uscire dal guscio di questi anni complessi e parteciperemo alle primarie del centrosinistra del 28 Aprile.

Un’occasione di partecipazione che dobbiamo necessariamente riempire di noi, delle nostre idee, delle nostre testimonianze ma soprattutto di tutto il nostro entusiasmo, così da rendere questa campagna elettorale una festa di democrazia e di popolo.

#caudoalterzo 🤙

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