La logica dell’invidia

Capita che un uomo rimanga sulla scena per più tempo del dovuto.
Capita che incarni alla perfezione la figura di quello che ce l’ha fatta, del self-made man: potere, soldi, fama, donne.
Tanto di tutto.

Capita però, che, nel mentre, si macchi di svariati reati: falso in bilancio, tangenti, appropriazione indebita, frode fiscale, falsa testimonianza e dulcis in fundo, sfruttamento della prostituzione minorile. Olé!
E’ un politico affermato, mediaticamente parlando, sa che corde muovere, quanto olio far scivolare.
Riesce sempre a cavarsela.

Per il suo Paese non fa granché, anzi.
Con i suoi sodali, patriotticamente, fa di tutto per far andar bene i suoi affari e male il Paese.
Depenalizza il falso in bilancio, abroga norme di contrasto all’evasione fiscale, abolisce il tetto sugli stipendi dei manager pubblici, privatizza a caso, gestisce la compagnia aerea di Bandiera con poca (eufemismo) lungimiranza, inasprisce pene sull’immigrazione clandestina e sul consumo delle droghe leggere, penalizza i lavoratori (favolosa l’abolizione della norma di contrasto sulla sottoscrizione delle dimissioni in bianco, insieme all’abbassamento di altre tutele e altre amenità), taglia ricerca, sanità, beni culturali e scuola, vara svariati condoni edilizi, numerosi aiuti – finanziari e non – alle mafie.
Tralascio sicuramente qualcosa ma rende bene l’idea, tutt’altro che sovversiva, che non si stia parlando di un grande Statista.

Eppure.

Eppure capita che Mario, Luca, Giulia, Sofia, Manolo, Silvia e un’altra sostanziosa bella fetta di Paese, continuino a sostenerlo.
Anche nell’urna. Ma perché?
Perché quella sostanziosa bella fetta di Paese, in quell’uomo ci si riconosce.
Al posto di quell’uomo si comporterebbero esattamente allo stesso modo.
Nel loro piccolo, nella vita di tutti i giorni, già lo fanno: evadono tasse, praticano furbetterie, sfruttano raccomandazioni, non disdegnano la prostituzione.
Squallidi eunuchi di un modello tristissimo, responsabili di “vent’anni – e più – di cancrena“.
Se provaste a condannare certi atteggiamenti verreste tacciati di invidia, di ipocrisia, di moralismo, di retorica.
Sei un Bacchettone, lo fanno tutti!
Capito?
Un vuoto morale senza precedenti che neanche la decadenza di quell’uomo potrà arrestare.
Inutile trepidare, inutile sperare, inutile esultare per ogni sua piccola sconfitta.

Il “nemico” non è (più) lui.
Forse non lo è mai stato.

Una cura non esiste, è troppo tardi.
Serve un vaccino.
E chissà che non sia troppo tardi anche per quello.

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9 thoughts on “La logica dell’invidia

  1. Non c’è nulla da aggiungere alle tue parole, purtroppo è tutto vero!
    Io spero che ci rimanga solo da risalire da quanto in basso siamo caduti (dovrebbe succedere quando si tocca il fondo, no?);
    lo spero, me lo auguro ma soprattutto lo auguro ai giovani come te, Matteo, ai quali han rubato speranza e futuro! 😦

    Buon fine settimana con un sorriso, nonostante tutto,
    ciao
    Ondina

  2. Apprezzo molto questo post e condivido il tuo pensiero di fondo. Ci sono momenti in cui prevale lo sconforto e non vedo cura possibile per questo paese, come fosse un malato terminale. Dall’altro non si può far altro che provare a vedere una soluzione e scovare quel vaccino! Complimenti di nuovo per il post 🙂
    Andrea

    • Grazie Andrea, sono contento che ti piaccia.
      E’ proprio come dici tu.
      In una rivisitazione del pendolo di Schopenhauer, oscilliamo tra abbattimento e speranza. 😀
      Grazie per essere passato.

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