PER AMA E RAGGI MUNICIPIO III UN ‘LABORATORIO OLFATTIVO’

RIFIUTI. ROMA, ZOCCHI: PER AMA E RAGGI MUNICIPIO III UN ‘LABORATORIO OLFATTIVO’.

Come se non bastassero i miasmi vomitevoli provenienti dal TMB Salario che peggiorano ogni giorno, in questa torrida estate, il nostro territorio deve sopportare la presenza di un treno merci carico di 700 tonnellate di rifiuti fermo da più di due mesi a Villa Spada.

A quanto si apprende dalla denuncia odierna di Legambiente Lazio si tratta di uno dei convogli su cui venivano caricati i rifiuti di Roma per spedirli agli inceneritori in Austria e Germania ma essendo scaduto e non rinnovato l’accordo per il conferimento fuori ambito su ferro, il treno è rimasto fermo sui binari della stazione Roma Smistamento, accanto alla stazione FL1 di Nuovo Salario dal quale doveva partire l’11 Giugno.

Probabilmente AMA e la Sindaca Raggi hanno deciso di fare del III Municipio un laboratorio di sperimentazione olfattiva altrimenti non si capisce il motivo per il quale tutte le situazioni odorigene peggiori debbano essere trattate all’interno del nostro municipio senza alcun rispetto per la salute di quelle persone che non possono permettersi di andare in ferie, ormai diventate più un sollievo dalla puzza che dal lavoro quotidiano.

Dichiarare l’inadeguatezza della propria amministrazione, chiaramente non in grado di svolgere l’ordinaria amministrazione, sarebbe onorevole per Virginia Raggi e la sua giunta che non mancano occasione per dimostrare quanto poco vogliano bene al territorio che governano.

Allego articolo di Repubblica con la mia breve dichiarazione.

Immediatamente

Mentre la Sindaca Raggi inaugura la spiaggia sul Tevere il III Municipio continua ad essere sommerso dalla puzza del TMB Salario.

Una situazione impossibile da ignorare a meno che non si risponda al nome della Sindaca Virginia Raggi o della dirigenza Ama che non hanno ancora voluto constatare personalmente l’indecenza della situazione odorigena all’interno del territorio in questi giorni.

L’estate invece che dare sollievo ai residenti sta ulteriormente esacerbando la situazione che potrebbe precipitare in episodi spiacevoli che mettono a rischio l’ordine pubblico.

La salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano per coprire le magagne sull’intero ciclo di rifiuti di una città allo stremo.

Chiediamo l’attenzione politica che la situazione impone, auspicabile in ogni paese civile: i miasmi devono terminare immediatamente.

Aggiornamenti

Il tourbillon di questi primi giorni di insediamento, tra incontri, riunioni e assemblee è difficilmente riassumibile in poche righe, cito per stanchezza e malanni estivi solo i due temi più rilevanti.

Oggi abbiamo approvato le linee programmatiche dopo la discussione dei numerosi emendamenti delle opposizioni che hanno manifestato contrarietà al documento lamentando lacune di metodo e di merito.
A noi il compito di smentirli con il nostro lavoro quotidiano sul territorio, all’interno del consiglio e delle commissioni che andremo a costituire nel prossimo Consiglio Municipale che si terrà Mercoledì 1 Agosto alle ore 9,00.

Nel frattempo, martedì scorso in un’assemblea presso la sala consiliare del Municipio tutti i comitati e le associazioni di cittadini che da anni si battono per la chiusura del TMB Salario si sono riuniti insieme alla giunta.
E’ stato deciso di costituire l’OSSERVATORIO MUNICIPALE PERMANENTE SUL TMB, una struttura di azione per condurre in modo unitario la vertenza territoriale più importante che abbiamo nel Municipio.
Ne faranno parte tutti i comitati e le associazioni che faranno arrivare la loro adesione inviando una mail a: alessandra.borghini@comune.roma.it.
Raccolte le adesioni partirà la formale costituzione dell’Osservatorio con un atto del Municipio avviandone i lavori con una prima convocazione nella prima settimana di settembre.
Fino ad allora è stato messo a disposizione un questionario, scaricabile qui, per far partire una rilevazione più strutturata e univoca dei miasmi del TMB: si dovrà scrivere il giorno della rilevazione, l’ora di inizio e l’ora di fine del cattivo odore e annotare eventuali disagi provocati.
Ai primi di settembre, raccolti i questionari, durante la prima riunione dell’osservatorio si deciderà insieme come proseguire la vertenza.

Il nostro impegno nel mettere la parola fine a questa enorme piaga territoriale non mancherà mai, siamo stati eletti per stare accanto ai cittadini ed è quello che intendiamo fare fino alla fine.

A mercoledì!

Basta miasmi

La situazione tragica dei rifiuti a Roma è sotto gli occhi di tutti noi.
Alla base della permanente crisi ci sono gli impianti di trattamento dei rifiuti di Ama (TMB), vecchi e sovraccarichi.

Il TMB Salario, presente nel nostro municipio, nel quale vengono conferiti i rifiuti indifferenziati e che dista solo 50 metri dalle prima case, è diventato ormai una discarica perdendo la sua funzione di impianto di trattamento.

All’interno sono conferite ed accumulate, infatti, tonnellate di rifiuti.
L’impianto è al collasso, vecchio e non più manutenuto.

Polveri e odori nauseabondi torturano gli abitanti dei quartieri di Villa Spada, Fidene, Serpentara e Nuovo Salario ormai da anni, minacciando la loro salute e non permettendo loro di vivere una vita normale: la puzza è insopportabile, attacca gli occhi e la gola, i mal di testa, nausea e spesso vomito sono tristi compagni di vita; con l’arrivo dell’estate le esalazioni diventeranno asfissianti costringendo quelle famiglie a vivere recluse in casa senza poter aprire una finestra.

Il TMB Salario venne autorizzato in contemporanea con l’approvazione del Piano Regolatore nel 2008.
Secondo le stesse norme contenute nel PRG il TMB è incompatibile e non dovrebbe essere presente a via Salaria in quanto zona urbana.
L’impianto deve essere quindi chiuso e trasformato.

Dobbiamo lavorare per diminuire i conferimenti di immondizia indifferenziata nell’impianto, incrementando la raccolta differenziata a partire dai municipi che conferiscono direttamente al TMB ed eliminare i miasmi che fanno vivere male migliaia di famiglie.

Il nostro obiettivo è quello della chiusura e della riconversione dell’impianto.
L’area dovrà essere destinata ad attività che non impattano minimamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini.

Se questo non dovesse accadere e la salute dei cittadini continuasse ad essere minacciata noi siamo pronti a scendere in strada per non consentire l’accesso ai camion: la salute non è negoziabile.

• Grazie a Stefania Pandolfi da anni impegnata in prima linea sul tema e grazie a Giovanni Caudo, un candidato presidente coraggioso.