Poca trasparenza

In Campidoglio oggi è successa una cosa grave.

Il Movimento 5 Stelle ha deciso di assentarsi dalla Commissione Trasparenza presieduta da Marco Palumbo sullo stadio della Roma mettendone in dubbio l’operato. 
Ciò che è più grave è il comportamento degli uffici, assenti anch’essi, appiattiti totalmente alle decisioni politiche.

La commissione trasparenza può talvolta risultare antipatica, lo vedo qui in Municipio, ma rifiutarsi di riconoscerle il valore per cui si è costituita è gravissimo, soprattutto per la forza politica che faceva della trasparenza il proprio grido di battaglia.

Una trasparenza che il Movimento 5 Stelle sembra non essere in grado di avere quando deve trattare temi complessi sui quali, a quanto sembra, preferisce la fuga.

RIFIUTI. ROMA, ZOCCHI: CON NUOVO PIANO INDUSTRIALE M5S SI SCONFESSA

(DIRE) Roma, 22 gen. – “L’annuncio ormai tristemente noto con il rendering rubato ad un laureando da parte della Sindaca sulla trasformazione dell’impianto TMB Salario rientra nella saga degli annunci che abbiamo purtroppo imparato a conoscere. 
Le linee guida del nuovo piano industriale approvate ieri da Ama, sono invece una spiacevole conferma che gli unici atti sui rifiuti che è grado di produrre questa amministrazione sono atti pessimi che, tra l’altro, vanno a sconfessare le precedenti direttive emanate sempre dai 5Stelle, in un tripudio di incoerenza e annunci disattesi.

L’aumento della raccolta differenziata, raccontato sempre come la panacea dei mali di Roma, vede una cospicua modifica al ribasso: nel 2019 la giunta Raggi contava di arrivare al 65% di raccolta differenziata, adesso invece si parla di obiettivo 55% ma con un anno di ritardo, nel 2020.

Le narrazioni fantasiose hanno vita breve, chiaramente: senza la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti sul suolo metropolitano con un impiantistica adeguata all’abnorme produzione di rifiuti nella Capitale è impossibile vedere uno spiraglio di luce.
Sarebbe bene, andando al di là della dialettica politica, prendere coscienza che Roma sta morendo e c’è bisogno di un cambiamento radicale.

Cosí in una nota Matteo Zocchi, Capogruppo della Lista Civica Caudo Presidente in III Municipio (Com/Rel/ Dire)

UNA RIFORMA PER ROMA CAPITALE

DATECI MAGGIORI POTERI ALTRIMENTI SIAMO SOLO IL FRONT OFFICE DI UN SORDO

Roma è quella città con un territorio grande quanto la somma dei Comuni di Palermo, Catania, Bari, Napoli, Firenze, Bologna, Torino, Genova e Milano.
Quella città che ha un’area superiore a quella di Berlino, di Parigi, di Madrid. Di New York!

Roma è attualmente divisa in 15 Municipi.
Per dare un’idea delle dimensioni il nostro municipio –il Terzo– è più grande di città come Padova, Brescia, Salerno, Trieste e Cagliari, e conta 205 mila abitanti, più di Parma, Reggio Calabria, Perugia e Livorno.

Per come sono studiati attualmente i municipi sono enti senza un’autonomia finanziaria, hanno poteri delegati e riferiti solo ad alcune materie, si riducono spesso a svolgere funzioni di front office con la cittadinanza mentre qualcun altro dall’alto cala le decisioni facendo il bello e il cattivo tempo.

Ieri dopo l’ennesimo cassonetto bruciato mi sono ritrovato a rispondere alle richieste di spiegazioni con quell’amaro in bocca e quella delusione che ho imparato a conoscere in questi sei mesi di governo del territorio, cercando di spiegare che “purtroppo non dipende direttamente dal municipio, il quale oltre che farsi carico del problema e rappresentarlo a chi dovrebbe risolverlo non può fare”.
Una frase che ormai penso di conoscere meglio del mio codice fiscale.
Mi sono candidato sperando di risolvere i problemi delle persone non di raccontarli ma a Roma, nella Capitale di Italia, tutto questo non è possibile, pur con tutto l’impegno a cui si possa dar fondo.

Le cose devono cambiare.

Roma Capitale, per come la conosciamo, non basta, va riformata: La Capitale di Italia ha bisogno di poteri speciali, effettivi, poteri che possano incidere realmente sulla vita quotidiana dei cittadini.
I 15 Municipi romani devono essere trasformati in Comuni metropolitaniautonomi che dovranno fornire i servizi di prossimità diventando il motore del nuovo macro apparato capitolino.
Esattamente come capita a Londra, divisa nei 33 Boroughs che gestiscono i servizi essenziali per il quotidiano benessere e per lo sviluppo psicofisico di ogni persona: scuole, case popolari, biblioteche, servizi sociali, pulizie delle strade, raccolta e gestione dei rifiuti.

Se Roma non cambia è destinata a finire rimanendo solo a custodia delle bellezze monumentali e architettoniche sparse, destinate anch’esse a perire, senza essere una città vivibile per le persone che la abitano 365 giorni all’anno.

La sfida è tutta qui e vorrei fare un appello a tutti i parlamentari romani ed eletti a Roma: serve una forza politica che la colga mettendola al centro della propria agenda senza ricorrere alle misure spot emergenziali alle quali siamo stati abituati e come è successo anche stavolta con l’attuale governo in carica.

Siamo in grado di farlo? Roma lo merita.

AULA VOTA ATTO PER CHIUSURA DEFINITIVA IMPIANTO TMB SALARIO, RAGGI ORA SI FACCIA AIUTARE

Con il voto all’unanimità dell’aula abbiamo chiesto alla Sindaca che l’impianto di trattamento Salario non venga più ripristinato per trattare rifiuti. 
Un atto che segna una linea spartiacque tra ciò che è successo finora e ciò che necessariamente dovrà accadere a Roma nelle prossime settimane.
Partendo dall’assunto che nessuna capitale europea versa in questo stato, che nessuna città sta soffrendo una tale situazione, con rifiuti ovunque che invadono strade e marciapiedi (nel quartiere Sacco Pastore dopo il guasto di una tubatura i rifiuti galleggiano senza meta) senza che si riesca neanche ad immaginare un miglioramento e che il sistema dei rifiuti, dopo l’incendio, peggiora ulteriormente, la Sindaca deve dimostrare di essere capace di immaginare qualcosa di diverso. 

Monnezzacchio

Siamo disposti ad aiutarla dato che sembra ormai in balia degli eventi e il bene della città deve essere salvaguardato, anche dall’incompetenza: la nuova destinazione del sito impiantistico Salario dovrà anzitutto passare sotto la lente dell’istituzione municipale, dell’osservatorio che abbiamo costituito e dei cittadini residenti. La sindaca non permetta che diventi, così come sta accadendo in questi giorni post-incendio, una discarica di indifferenziata lasciata a marcire in attesa della divina provvidenza, si rivolga invece al governo del suo stesso colore politico, per far sì che metta tutti nelle condizioni di portare fuori regione le tonnellate di indifferenziata per il tempo necessario a ripristinare lo stato di tranquillità. Riprenda in mano, virando la propria azione di governo in maniera netta verso l’economia circolare, la vecchia idea -cestinata con poca lungimiranza– degli ecodistretti territoriali, ed incentivi ed ottimizzi la raccolta differenziata porta a porta nei quartieri dove è realmente fattibile praticarla. 

Senza alcuna programmazione, in permanente agitazione emergenziale, Roma è destinata a morire
Noi non possiamo tollerarlo.

PRANZO DI NATALE PER PERSONE E FAMIGLIE

Il 25 dicembre ci sarà il Pranzo di Natale, alle 12,30 ci ritroveremo negli spazi del Centro Anziani “Sandro Pertini” a Vigne Nuove per offrire il pranzo alle persone che non vogliono rimanere sole, alle famiglie e ai bambini.
Abbiamo allestito per sessanta pasti ma c’è sempre spazio per un posto in più. Lo facciamo in collaborazione con i servizi sociali,grazie all’aiuto dell’associazione Caleidoscopio che cucinerà, ai volontari dell’Associazione volontari della protezione civile NSA che metteranno a disposizione doni per i bambini.

IL CAMPIDOGLIO RESPINGE, IL III MUNICIPIO ACCOGLIE

Oggi in aula consiliare abbiamo dato parere contrario alla Delibera per istituire il nuovo Regolamento di Polizia Urbana
Un regolamento che alla lettura di qualche articolo curioso mi ha ricordato quel regolamento di cortile: “Vietato giocare a pallone, vietato andare in bicicletta, vietato fare schiamazzi” con la particolare aggiunta “Allora ci droghiamo” di qualche ribelle buontempone.
È invece andando avanti nella lettura che emerge la logica pericolosa che lo anima e che il Campidoglio, ormai totalmente prono alla cultura leghista, non si preoccupa neanche di celare. 
I poveri, i mendicanti, i senza fissa dimora, i cantanti nelle metro, le prostitute: eccoli i bersagli da eliminare dalla vista. 
Come? 
Applicando il daspo urbano, insinuando il sospetto, comminando sanzioni, creando tensioni sociali.
Il regolamento segna una linea tra benessere e fragilità, tra ricchi e poveri, tra integrazione ed esclusione, tra disumanità e umanità.

Non possiamo tollerarlo.
Il Municipio che sogniamo e le regole di cui abbiamo bisogno per una convivenza pacifica si fondano sulla solidarietà, sull’accoglienza, sull’inclusione. 
A questo proposito i locali di via Ottorino Gentiloni saranno messi, nella stagione invernale, a disposizione di soggetti fragili, persone senza fissa dimora, nuclei familiari con difficoltà alloggiativa. 
Verrà garantito il ricovero notturno, un pasto caldo e una colazione, e offerto, con i Servizi Sociali municipali e l’aiuto di Enti e Associazioni di volontariato, nuovi percorsi di vita per un progetto concreto di inclusione sociale nel territorio.

È questo ciò che immaginiamo
Costruire, sempre nel rispetto delle regole, insieme ad associazioni, realtà aggregative, comitati ed enti del terzo settore, politiche totalmente diverse. 
Politiche che partano dalla tutela e non dalla repressione delle fragilità. 
Politiche umane.

Il TMB Salario rimarrà chiuso

L’incendio lo ha reso inutilizzabile.

La Sindaca Virginia Raggi ha appena dichiarato che sarebbe “antieconomico” rimodernare l’impianto. 
Non antidignitoso, non contro la salute ma “antieconomico”. 
Dimostrando, anche stavolta, di aver capito poco di tutta la storia.

Da amministratore e cittadino del III Municipio vivo sentimenti contrastanti all’indomani dell’incendio: da un lato vedere che non è stata la politica, ciò in cui credo maggiormente, a migliorare la situazione, ma un atto “violento”, mi amareggia; allo stesso tempo vedere che la battaglia nella quale abbiamo speso anima e corpo termini con l’obiettivo che ci eravamo prefissati rende felici. 
E devo ammettere che il pensiero di 40.000 persone che tornano a respirare dopo 8 anni toglie tutti i cattivi pensieri.

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