APPROVATO IN CAMPIDOGLIO REGOLAMENTO SU REFERENDUM ATAC

Al di là di come la si pensi sull’oggetto del referendum che si terrà a novembre abbiamo deciso di portare le nostre osservazioni sotto forma di emendamenti (9), firmati dai Capigruppo di Maggioranza, per rendere la consultazione popolare più larga, democratica e partecipata possibile.

Siamo sicuri che le nostre posizioni dibattute e approvate in consiglio municipale siano state decisive per l’approvazione della delibera emendata.

Tutti i mezzi di comunicazione, da quelli tecnologici a quelli classici, saranno usati per informare i cittadini e renderli consapevoli della scelta che sono chiamati a fare.

Referedum Atac

Facciamolo per noi

A chi cerca di scoraggiare la partecipazione al voto al referendum del 17 Aprile abbiamo risposto oggi con una passeggiata a Cosenza, tra la gente, tra le famiglie, tra i bambini, tra quelli che, loro sì, una politica energetica diversa la meriterebbero.

Andiamo a votare, superiamo la superbia di questa classe dirigente vecchia, miope, incapace di rinnovarsi, che invece di allargare la partecipazione la schiva.
Andiamo a votare, facciamolo per noi.

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«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”? »

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Referendum fuorisede

Solo a Roma vivono circa 40.000 fuorisede.
Se volessere votare al referendum del 17 aprile senza tornare a casa nel seggio di appartenenza possono farsi delegare come rappresentanti di lista e votare nel seggio designato.

A Roma ci sono 2600 seggi.
Sarebbe opportuno che ogni partito politico o comitato promotore decida di nominare un rappresentante ufficiale e un supplente come da regolamento, pescando proprio tra quei 40.000 ragazzi fuorisede.

Con questo escamotage, che va a colmare un enorme vuoto normativo, nel referendum del 2011 hanno votato circa 80.000 persone in tutta Italia. (I quesiti erano, però, 4)

Facendo accedere al voto migliaia di ragazzi che altrimenti starebbero a casa si potrebbe, addirittura, trovare un fondamento a quella fastidiosa e ipocrita retorica giovanilistica con cui troppi si riempiono la bocca.
Sarebbe quantomeno un inizio.