L’ITALIA È DUE PAESI

Entrambi impauriti.

Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2020 smonta la percezione di eccezionalità della propria condizione di ansia e malessere.
A vivere questa situazione siamo in molti.

Difficile potessero essere diversi i sentimenti nel paese in cui aumenta costantemente la forbice tra poveri e ricchi, con i primi che aumentano nel numero e nelle richieste di sussidi statali mentre i secondi aumentano in numero e consistenza il proprio patrimonio.

L’italia è due paesi.

Si è plastificata la divisione sociale esistente tra i lavoratori: quella tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito, percepiti dalla popolazione come “i garantiti”, i dipendenti pubblici e i pensionati, e chi invece garantito non è, quindi coloro che lavorano nel settore privato, nelle piccole e grandi aziende, i lavoratori autonomi, gli invisibili, quelli dei lavoretti, del lavoro casuale, del lavoro in nero, gente che si è inabissata silenziosamente.

Non può stupire la crescita della paura e dell’ansia del futuro che riporta, per quasi la metà degli italiani, nella sfera del praticabile addirittura la pena di morte.
Quasi la metà degli italiani.

Prima che sia troppo tardi, prima che la paura prenda il sopravvento, le classi dirigenti mettano da parte il presentismo e immaginino un futuro diverso.
Dentro le istituzioni si ambisca a costruire con coraggio cambiamenti per ridurre l’ingiustizia sociale che spacca questo paese e da fuori, invece, si pretenda.

E ne usciremo.

Nuovi poveri

E’ uscito il rapporto Caritas sulla povertà, utile per capire, probabilmente nemmeno esaustivamente, quanto l’emergenza sanitaria stia allargando drammaticamente gli strappi nel nostro paese e nella nostra città.

Quasi una persona su due si rivolge alla Caritas per la prima volta, e sono prevalentemente donne, giovani, famiglie con minori, disoccupati, persone con impiego precario o intermittente e lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione.
Sono loro i “nuovi poveri” e sono passati dal 31% al 45% rispetto allo scorso anno.

Io non so come ne verremo fuori, ormai la favola del “ne usciremo migliori” non la racconta più nessuno e anzi, lo spettro di nuove chiusure fa paura a tutti.

Quello che so è che, al contrario di qualcun altro, non ci volteremo mai dall’altra parte, l’indifferenza e il cinismo non avranno mai cittadinanza e la nostra comunità politica camminerà accanto a ognuna e ognuno di loro.