Organi Municipali completi

Con la costituzione delle commissioni tutti gli organi politici municipali sono finalmente al completo e possono iniziare i lavori.

LA GIUNTA (con relative deleghe)

IL CONSIGLIO MUNICIPALE

Giovanni Caudo;

Lista Civica Caudo Presidente: Matteo Zocchi (Capogruppo), Francesca Farchi, Luigi Maio;

Partito Democratico: Christian Giorgio (Capogruppo), Yuri Bugli (Presidente del Consiglio), Filippo Laguzzi, Sara Alonzi, Simona Sortino, Nastassja Habdank, Italo Della Bella, Maria Teresa Ellul, Mario Bureca;

Liberi e Uguali: Matteo Pietrosante, Cesare Lucidi (Capogruppo);

Centro Solidale: Angela Silvestrini (Vicepresidente del consiglio);

LE COMMISSIONI

Su Quarto

Lo scricchiolio del mito di onestà del Movimento 5 Stelle dopo la vicenda di Quarto, comune di Napoli nel quale pare sia stata eletta una sindaca pentastellata con i voti della Camorra, poteva essere una buona occasione per elevare il dibattito pubblico appiattito sull’effimera linea dell’onestà della rappresentanza politica, baluardo del Movimento e portatrice del voto di protesta che rifornisce quell’enorme bacino elettorale rappresentato dal cittadino provato dagli scandali.

Dispiace invece costatare che altri schieramenti politici, più o meno grandi, rimarchino, dietro il presunto squarcio del velo dell’ipocrisia, un’uguaglianza al ribasso, una disonestrà trasversale, senza colore.
Continuano a fare un gioco che inevitabilmente, almeno a breve termine, perderanno.
Perché è vero che il germe della corruttela è, purtroppo, annidato nell’essere umano ma sarà sicuramente meno evidente in un movimento giovane e nuovo che in partiti secolari con le proprie file incancrenite da personaggi impresentabili.

Sfidarsi sui programmi, sulle presunte lungimiranze di governo, sulle idee pare davvero troppo per costoro.

Ad libitum

1) Luca Laurenti, il simpatico conduttore televisivo, viene accusato di evasione fiscale per gli anni 2009 e 2010.
Viene assolto perché:
– Il fatto non costituisce reato essendo stata alzata la soglia di punibilità da 50k a 250k. (in forza della depenalizzazione del governo Renzi)
– mancanza del dolo.
(Ricchi sbadati, leggi accomodanti: una costante.)

2) Il Pd chiede al noto Dj radiofonico Linus di candidarsi a Sindaco di Milano. Non sia mai che vinca la politica a discapito dell’immagine.
(Linus saggiamente rifiuta.)

3) Vladimir Putin è il nuovo messia della destra, della sinistra, del centro e
dei non credenti. Tira più di Alfio Marchini.
(L’unico a capire poco di geopolitica e degli equilibri(smi) mondiali continuo ad essere io.)

4) La città di Roma tocca nuove vette di specialità, subendo il combinato disposto tra il venerdì, le targhe alterne e lo sciopero dell’Atac.
(Nel frattempo la Capitale, deposto Marino, è sparita dai radar di stampa indignata e opinione pubblica inferocita.
L’immondizia, l’inciviltà, i disservizi danno molto meno fastidio.)

5) Il centro Baobab, che ha ospitato più di 30.000 transitanti solo nell’ultimo anno, viene sgomberato dopo l’inizio del Giubileo della Misericordia.
(miṡericòrdia s. f.: “Sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla”)

6) Roberto Vecchioni, in maniera poco urbana, definisce la Sicilia “un’isola di merda”, denunciando i comportamenti scorretti e maleducati dei propri abitanti.
Vecchioni sbaglia nell’esclusività regionale del suo ragionamento.
C’è un paese che muore sotto la scure quotidiana della nostra inciviltà. Faremo bene ad occuparcene.
(Il dito e la luna)

Servizio Civile non sia strumento di propaganda

Zocchi: Servizio Civile non sia strumento di propaganda

“Nella giornata di ieri si è svolta in Campidoglio una riunione per dare il benvenuto ai 107 nuovi giovani volontari in Servizio Civile presso il Comune di Roma. Un capitale umano ormai imprescindibile che darà sollievo agli stenti di una città in cui la solidarietà e i legami sociali sono ridotti al lumicino.
L’assenza delle istituzioni, probabilmente troppo impegnate nelle stanze di partito e poco attente ai percorsi di partecipazione avviati al di fuori, si aggiunge alla sparizione nella prossima manovra di stabilità dei “100 milioni di euro di euro in più per i progetti di servizio civile” promessi dal Premier Matteo Renzi in diretta tv meno di un mese fa.
Il mio augurio è che il Servizio Civile non venga ridotto a mero strumento di propaganda e che il Governo predisponga subito lo stanziamento annunciato, permettendo a tutti i ragazzi di donare un anno della propria vita alla collettività.”

Così in una nota Matteo Zocchi, ex volontario in servizio civile e collaboratore del Campidoglio per la promozione di modelli innovativi di partecipazione civica.

Pensierino a freddo

Le campagne elettorali sono qualcosa di poco sopportabile.
Seguono un andamento ricorrente: c’è un “prima”, c’è un “durante”, c’è un “poi”.
Ad irritare maggiormente -almeno me- non è tanto l’apparente continua ciclicità, quanto piuttosto i toni utilizzati.
Becero tifo, slogan, polemiche, attacchi, insulti, gossip, rivalse, vendette.
Tendenze facilmente sommabili, non esclusive, non ascrivibili ad un partito in particolare.
Magari qualcuno ne abusa, è vero, ma la regola sembra essere quella di evocare quanto di più lontano ci sia dalla Politica: la distruzione.

Si votava per le Europee. E questo avrebbe dovuto quantomeno sopire il bruciore di leadership nazionale con cui i nostri rappresentanti si scottano e al quale oramai sembra si sia fatta l’abitudine.
Così non è stato.

Il teatrino penoso al quale abbiamo assistito si è giocato sul filo interdentale di dentiere, 80 euro e stampanti 3D.
Oddio, sul filo proprio no a giudicare dai risultati, ma la percezione, (i sondaggi meriterebbero un capitolo a parte), era questa e mediaticamente si è giocato un triangolare.

Uso metafora calcistica per sottolineare il livello che ci hanno regalato e al quale, senza sorpresa alcuna, l’elettorato si è adeguato.
Se da una parte il modus operandi dei rappresentaNti mi irrita, quello dei rappresentaTi mi intristisce.
Niente più che tifosi di una squadra, obnubilati, incattiviti e irridenti con l’unico scopo di prevalere sui tifosi dell’altra.

Una guerra tra poveri, esplosa tra elettorato PD e M5S. (Quelli di Forza Italia non pervenuti, come sempre.)
Gli uni esultano male perculando gli altri, gli altri insultano gli uni lanciando maledizioni contro chi non l’ha votati.
Dimostrando ancora una volta di non saper né vincere né perdere.

A me, e probabilmente solo a me, non piace.

ParacuRenzate

“Il governo con l’età media più bassa , il primo ministro più giovane della storia repubblicana, il più giovane in Europa, 16 ministri di cui la metà donne. “

La competenza non ha né genere né numero, caro Renzi e cari giornali.
Rimarcarlo porta all’effetto contrario: sottolinea e acuisce il confilitto di genere e di generazione.

Soffermarsi sul programma e sulle capacità di ogni ministro, quella sì che sarebbe stata una paraculata.

Tanto tuonò che Renzi

Sgombriamo subito il campo dai dubbi: è costituzionalmente legittima la nascita di un governo non votato dagli elettori.
Dal 1948, carta (costituzionale) canta.
Si può discutere sulla vetustà della suddetta in alcune materie, o sulla sua manchevolezza in altre.
Il padre costituente lungimirante, ad esempio, avrebbe messo una postilla sull’illegittimittà di un governo formato da elementi pericolosi quali Giovanardi, Razzi, Boccia, la moglie.
No, troppo ingeneroso: una cautela del genere, circondato da Pertini, Togliatti, Croce, De Gasperi era veramente impossibile prevederla.

Ma torniamo a loro.

Il PD, noto partito amante del sadomaso, riesce nell’impresa di bruciare l’unico cavallo vincente (perchè Renzi lo era) da tanti anni a questa parte con una mossa, legittima sì, naftalinica pure, esteticamente poco apprezzabile altrettanto.
Usando le metafore calcistiche che tanto piacciono al segretario, sembra tanto un autogol.
Se è vero che con Letta si navigava a vista in uno stagno, si fa fatica a capire cosa e quanto possa cambiare con un governo retto pressoché dalle stesse forze.

Patti occulti? Strategia? Certamente.
Quello che ci si chiede è se a Renzi siano ben chiari gli attori in campo.
A reggere il suo governo, tra gli altri, c’è quel signore, il cui nome inizia per “A” e finisce per “lfano”, non conosciuto certo come uno dei più limpidi esempi di lealtà politica.
Davvero è convenuto? Davvero non si poteva fare altrimenti?
Ci sarebbero poi gli iscritti, “la base”, che “senza di quella scordatevi le altezze
Sì, magari domani.
Forse.

Accettato (…) l’assunto che le sorti del nostro paese siano strettamente legate a quelle del Partito Democratico si intravedeva nelle premesse renziane, e solo in quelle, non certo una rivoluzione, quanto una vibrazione sulle statiche corde istituzionali.
Dal Jobs Act alla riforma elettorale la prevedibile rivelazione:
Renzi è solo l’ennesima corda, non la vibrazione.

Articolo originale publicato per Wild Italy