RIFIUTI. BONAFONI-ZOCCHI: “PAZIENZA FINITA, ROMA FACCIA LA SUA PARTE”

L’emergenza rifiuti urbani nel territorio comunale ha ormai raggiunto i caratteri della regolarità e della strutturalità, portando il livello di civiltà nella Capitale di Italia in un baratro davvero senza fondo.

Predicare pazienza quando i continui miasmi provenienti dai TMB e dai cassonetti sconvolgono intere aree della città; quando la carenza impiantistica, l’inadeguatezza dei mezzi, la mancata diffusione del porta a porta non permettono nemmeno di avere la speranza che la situazione possa migliorare; quando i rischi igienico-sanitari diventano una certezza assume –ci dispiace– i tratti della connivenza e dell’irresponsabilità istituzionale.

Sono due anni che la Regione Lazio attende che la Sindaca Virginia Raggi, Sindaca della Città metropolitana e dunque l’unica responsabile ad avviare l’iter, si occupi di segnalare come intende –una volta per tutte– chiudere il ciclo integrato dei rifiuti programmando il recupero e lo smaltimento degli stessi senza gravare sui territori, specificando quali impianti realizzare e dove intende realizzarli.

Per chi ha a cuore le sorti della città non è più possibile avere pazienza.

Così in una nota Marta Bonafoni, Capogruppo Lista Civica Zingaretti in Regione Lazio e Matteo Zocchi Capogruppo Lista Civica Caudo in III Municipio

L’alleanza del fare

L’allanza del fare e del fare bene.

Potevamo andare alle elezioni divisi, ancora una volta, abbiamo invece scelto di essere uniti e lavorare insieme, valorizzando le differenze.

Siamo in campo con una coalizione di centrosinistra diversa, larga e plurale che unisce civismo e politica.

Costruire un’alternativa di governo credibile, attenta ai diritti, a non lasciare indietro nessuno, che si cura del bene comune e che fa della solidarietà e dell’inclusione sociale le sue stelle polari in questi giorni tanto difficili per il nostro paese è l’obiettivo che ci poniamo anche in municipio.

Siamo una grande comunità, dalla Regione Lazio fino al III Municipio, proviamo a rigenerare la speranza perduta con una politica fatta col cuore e con competenza.

Lo faremo

Il lavoro svolto dalla GiuntaZingaretti negli ultimi 5 anni è stato premiato dai cittadini del Lazio, i quali hanno deciso di andare oltre il populismo e oltre il disfattismo privo di idee del “mandiamoli a casa” confermando Nicola Zingaretti nuovamente presidente.

Governare bene, con serietà, visione del futuro e attenzione alle esigenze di tutti è la strada da percorrere anche in questi tempi complessi.

Il 10 giugno nel Terzo Municipio abbiamo la possibilità, con Giovanni Caudo, di poter fare altrettanto.
La piazza gremita di ieri è lì a testimoniarlo: riaccendere la speranza, cambiare le cose non rassegnandosi all’esistente, migliorare la vita delle persone, farlo tutti insieme.

Si può, si deve e lo faremo.

Si vota

La speranza disperata che non accada ciò che raccontano i sondaggi, ultimamente meno attendibili di Paolo Fox, somiglia molto a quella di un cieco su un marciapiede romano.

La marea nera monta incessante e tra qualche mese conteremo i superstiti.

Sarà interessante, soprattutto per noi necrofili della politica, vedere le lacrime amare dei “buoni” che si prodigheranno in mea culpa ipocriti e insinceri, e che nel frattempo serreranno le file pronti a risbagliare ancora, allo stesso modo, a risbagliare peggio.

Io non so cosa farò domani nell’urna con la scheda gialla e quella rosa, sono molto più vicino a farmi il segno della croce più che la croce su un simbolo.

So, però, cosa farò con quella verde, quella della Regione Lazio, perché ho avuto la fortuna di vedere all’opera un’esperienza di normalità e di buona politica, un’esperienza in controtendenza nel desolante panorama nazionale: voterò la Lista Civica Zingaretti Presidente, piena di esperienze, di competenze e di amici.

Scriveró Marta Bonafoni e Gino De Paolis, due persone perbene che ho imparato a conoscere e ai quali mi sono affezionato. Marta, attenta e preparata, Gino, appassionato e schietto, due modi di essere che uniti sapranno fare la differenza come d’altronde hanno già fatto in questi anni.

E invito a fare altrettanto tutti coloro che continuano a crederci e a sperare, come me, nonostante le delusioni e le arrabbiature, perché del buono c’è e va preservato.

Buon voto a tutti.