Su Quarto

Lo scricchiolio del mito di onestà del Movimento 5 Stelle dopo la vicenda di Quarto, comune di Napoli nel quale pare sia stata eletta una sindaca pentastellata con i voti della Camorra, poteva essere una buona occasione per elevare il dibattito pubblico appiattito sull’effimera linea dell’onestà della rappresentanza politica, baluardo del Movimento e portatrice del voto di protesta che rifornisce quell’enorme bacino elettorale rappresentato dal cittadino provato dagli scandali.

Dispiace invece costatare che altri schieramenti politici, più o meno grandi, rimarchino, dietro il presunto squarcio del velo dell’ipocrisia, un’uguaglianza al ribasso, una disonestrà trasversale, senza colore.
Continuano a fare un gioco che inevitabilmente, almeno a breve termine, perderanno.
Perché è vero che il germe della corruttela è, purtroppo, annidato nell’essere umano ma sarà sicuramente meno evidente in un movimento giovane e nuovo che in partiti secolari con le proprie file incancrenite da personaggi impresentabili.

Sfidarsi sui programmi, sulle presunte lungimiranze di governo, sulle idee pare davvero troppo per costoro.

Televendite

Governare Roma ai tempi della crisi, governare una città che si regge da anni su un sistema mafioso e criminale, governare una città straziata da una cittadinanza imbarbarita dovrebbero essere le principali preoccupazioni della classe politica che si propone di governare.

E qualsiasi illuminato e sbandierato ragionamento politico pre-elettorale sulle periferie romane che non sia concretamente suffragato da massicci investimenti governativi deve essere cassato con ignominia ed elettoralmente perseguito.

Sogno una politica che non venda pentole acciaio inox.