Non è tutto in ordine

I Salvini, le Meloni e gli altri squallidi imitatori di quel personaggio penoso che ha governato gli Stati Uniti, se non lo hanno già fatto, ora si dissoceranno dalla violenza, dalle morti e dai tumulti al congresso e, secondo loro e secondo chi ha fiducia in loro, sarà tutto in ordine.

Non lo è, non è tutto in ordine, e non certo dopo ieri.

Gli anni a soffiare sul fuoco, ad aizzare gli uni contro le altre, a fomentare le insoddisfazioni indicando facili colpevoli, hanno generato il caos e porteranno ancora al tutti contro tutti.

C’è un’altra via ma non passa certo da chi, da postazioni di comando, giura sulla Costituzione o sulla Bibbia e poi fa esattamente l’opposto.

L’ITALIA È DUE PAESI

Entrambi impauriti.

Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2020 smonta la percezione di eccezionalità della propria condizione di ansia e malessere.
A vivere questa situazione siamo in molti.

Difficile potessero essere diversi i sentimenti nel paese in cui aumenta costantemente la forbice tra poveri e ricchi, con i primi che aumentano nel numero e nelle richieste di sussidi statali mentre i secondi aumentano in numero e consistenza il proprio patrimonio.

L’italia è due paesi.

Si è plastificata la divisione sociale esistente tra i lavoratori: quella tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito, percepiti dalla popolazione come “i garantiti”, i dipendenti pubblici e i pensionati, e chi invece garantito non è, quindi coloro che lavorano nel settore privato, nelle piccole e grandi aziende, i lavoratori autonomi, gli invisibili, quelli dei lavoretti, del lavoro casuale, del lavoro in nero, gente che si è inabissata silenziosamente.

Non può stupire la crescita della paura e dell’ansia del futuro che riporta, per quasi la metà degli italiani, nella sfera del praticabile addirittura la pena di morte.
Quasi la metà degli italiani.

Prima che sia troppo tardi, prima che la paura prenda il sopravvento, le classi dirigenti mettano da parte il presentismo e immaginino un futuro diverso.
Dentro le istituzioni si ambisca a costruire con coraggio cambiamenti per ridurre l’ingiustizia sociale che spacca questo paese e da fuori, invece, si pretenda.

E ne usciremo.

Nuovi poveri

E’ uscito il rapporto Caritas sulla povertà, utile per capire, probabilmente nemmeno esaustivamente, quanto l’emergenza sanitaria stia allargando drammaticamente gli strappi nel nostro paese e nella nostra città.

Quasi una persona su due si rivolge alla Caritas per la prima volta, e sono prevalentemente donne, giovani, famiglie con minori, disoccupati, persone con impiego precario o intermittente e lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione.
Sono loro i “nuovi poveri” e sono passati dal 31% al 45% rispetto allo scorso anno.

Io non so come ne verremo fuori, ormai la favola del “ne usciremo migliori” non la racconta più nessuno e anzi, lo spettro di nuove chiusure fa paura a tutti.

Quello che so è che, al contrario di qualcun altro, non ci volteremo mai dall’altra parte, l’indifferenza e il cinismo non avranno mai cittadinanza e la nostra comunità politica camminerà accanto a ognuna e ognuno di loro.

Grazie Presidente

«L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione»

Sergio Mattarella striglia la Bce: solidarietà, non ostacoli.

Grazie Presidente.

O non ce la faremo

A mandare in giro la bozza del decreto del Governo prima che questo venisse firmato è stato l’ufficio stampa della Regione Lombardia e gli account social della Lega.

I danni incalcolabili di coloro che, in questa situazione tragica, stanno dando prova di irresponsabilità pensando solo al proprio tornaconto, come il governatore Fontana, i media avidi di click e i cittadini che fuggono dalle zone rosse, li pagheremo tutti.

Dimostriamo di essere migliori di così o non ce la faremo.

Votato atto per tutela Radio Radicale, con eccezione 5S-Lega

Oggi in Consiglio abbiamo presentato e votato a maggioranza un atto che chiede alla Sindaca di Roma di farsi portatrice verso il Governo nazionale della preoccupazione per la chiusura a fine maggio di Radio Radicale.
Radio Radicale svolge un ruolo pubblico, enorme e insostituibile, avendo assicurato per decenni un’informazione puntuale, approfondita e pluralista.

Con i venti di burrasca che stiamo vivendo nel nostro paese la chiusura della Radio rappresenterebbe l’ennesimo attacco da parte del Governo alla democrazia, allo stato di diritto e alle libertà fondamentali.

Lega e 5 Stelle, custodi delle malsane idee del governo gialloverde, in consiglio hanno votato a sfavore, con i secondi che addirittura denigrano su Facebook la presentazione dell’atto e in aula paragonano l’emittente al Grande Fratello, dimostrando ancora una volta la loro particolarissima visione dell’informazione.

Non sia mai che si cercasse di migliorare lo status e la vita delle persone, che si facesse dunque politica, non sia mai che ci si sforzi di non cedere alla brutalità del mondo attuale: a loro piace così.

Grazie a loro

Una fila infinita di studenti di ogni età, dalle elementari all’università, che cammina unita verso la manifestazione Global Strike for Future: chiedono azioni concrete alle amministrazioni e alla politica mondiale per fermare il cambiamento climatico.

Se c’è ancora una speranza è grazie a loro.

Oggi è una bella giornata. ☀️

SUPERCOPPA ITALIANA IN ARABIA SAUDITA PER SOLI UOMINI

La Supercoppa Italiana che si giocherà in Arabia Saudita è portatrice di una gran brutta sorpresa: ci sono biglietti in vendita per settori riservati ai soli uomini. Le donne potranno accedere solo se “accompagnate”.

I settori indicati come “singles” saranno infatti riservati ai soli uomini mentre i settori indicati come “families” sono “misti per uomini e donne”.

Gravissimo che la Lega Calcio abbia deciso di tacere. Vergognoso e inaccettabile che il nostro paese si sia piegato ad una roba del genere per le solite logiche extracalcistiche.

IL GOVERNO TASSA IL VOLONTARIATO

Continua incessante l’opera di scientifica distruzione dei legami sociali e delle realtà aggregative da parte del governo gialloverde.

Hanno deciso di cancellare le agevolazioni Ires per le realtà associative non profit e di volontariato, dunque di raddoppiare le tasse a tutte quelle realtà solidali che aiutano lo Stato a svolgere i propri compiti di assistenza, integrazione, scolarizzazione e tanto altro.
Istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro: Croce Rossa, Ieo, Humanitas, Don Gnocchi, federazioni dei disabili, Misericordie, le piccole Onlus.
Oltre 6000 enti che svolgono una funzione sociale essenziale per molte persone subiranno una mazzata senza precedenti.
Tassare la solidarietà, in una spirale di cinismo e disumanità partita dai migranti arrivata ora alle fragilità, è l’ennesima conferma che il governo che propagandava l’eliminazione della povertà ne creerà solamente di nuove, facendo il gioco delle tre carte sulla carne viva delle persone.

La locuzione latina, che non ho mai amato, torna più che mai attuale: Divide et impera.
Le realtà che hanno formato la coscienza civica e politica di molti tra noi rappresentavano forse l’ennesimo tabù culturale da abbattere: chi fa del bene va marginalizzato, magari tacciato anch’esso di buonismo.
Non deve rappresentare più una minaccia per la cultura dominante.

È ormai diventata una questione di resistenza, noi non molliamo.

Vada altrove

Ringraziando Matteo Salvini per la pubblicità, io non mi vergogno affatto.

Servono progetti seri non slogan elettorali e azioni spot ridicole.

Si vergogni Salvini, che non conosce Roma, che l’ha insultata per anni e che ora ambisce a scalarla nel prossimo scontro elettorale.

Vada altrove lo sciacallo.

Immediatamente

Mentre la Sindaca Raggi inaugura la spiaggia sul Tevere il III Municipio continua ad essere sommerso dalla puzza del TMB Salario.

Una situazione impossibile da ignorare a meno che non si risponda al nome della Sindaca Virginia Raggi o della dirigenza Ama che non hanno ancora voluto constatare personalmente l’indecenza della situazione odorigena all’interno del territorio in questi giorni.

L’estate invece che dare sollievo ai residenti sta ulteriormente esacerbando la situazione che potrebbe precipitare in episodi spiacevoli che mettono a rischio l’ordine pubblico.

La salute dei cittadini non può essere messa in secondo piano per coprire le magagne sull’intero ciclo di rifiuti di una città allo stremo.

Chiediamo l’attenzione politica che la situazione impone, auspicabile in ogni paese civile: i miasmi devono terminare immediatamente.

Al centro di tutto

Chi vive a Piazza Stia, a Fidene, da anni lotta su ogni fronte: lotta per avere una casa, lotta per la mancanza di servizi, lotta per l’assenza delle istituzioni, lotta per spazi non all’altezza, lotta per far andare i ragazzi a scuola, lotta per una vita dignitosa.

Lo spirito, l’orgoglio, l’entusiasmo, la voglia e il senso di appartenenza degli inquilini li tocchi con mano quando ti ricordano sempre che si sono fatti “un culo così” per avere quello che hanno.

Sarà che sono fortunato e forse di parte essendo amico di Cinzia ma ieri -dopo aver pulito Piazza Stia armati di ramazze e falcetto- mentre festeggiavamo i 33(+26) di Angelo, insieme a Mauro, l’altra Cinzia, Cristina, Milena, Davide, io provavo a scendere a patti col tempo, cercando di fermarlo, perché tra racconti, prese in giro, urla dal balcone, parolacce, musica, zanzare, l’atmosfera era perfetta: un caos in equilibrio.

Stavamo bene.

E avvisiamo chi, ultimamente, considera le periferie della città come gli angoli del cuore che per noi è troppo tardi già da un po’: luoghi come questo sono, irrimediabilmente, al centro di tutto.