Con tutte le scarpe

Fare paragoni tra realtà profondamente diverse l’ho sempre trovato un esercizio di stile, però, stavolta, lo confesso, ci sto cadendo con tutte le scarpe.

Italia e Grecia.

Senza bisogno di fare classifiche al ribasso su quale popolazione viva peggio va sottolineato il solco che, al di là delle cravatte d’etichetta, si sta scavando tra Renzi e Tsipras.

Uno, il nostro, nato incendiario rottamatore morto pompiere squinziano.
L’altro, il loro, nato borghese sta morendo operaio.

Non si poteva (può) che vedere la ricetta di Syriza come degna di attenzione, dirompente sì ma logica e conseguenziale. Oltre che innovativa.
Una risposta diversa a quelle già fallimentarmente attuate che, tornando all’esercizio di stile iniziale, sarebbe potuta anche tornare utile in scala tricolore.

E invece no, mi trovo costretto a sentire un premier, il nostro, che si affretta a far sapere al mondo che la BCE ha fatto bene a tagliare le gambe alla Grecia.

Capito? La disillusione deve restare il nostro faro;
Non sia mai che riuscissimo ad alzare un po’ la testa.

Grecia, crisi shock: la popolazione si autoinfetta

Cosa succede in Grecia, il paese in crisi per antonomasia?

Si è andati ben oltre la disperazione, a quanto afferma l’OMS: “Il 50% delle nuove infezioni da Hiv sono state autoinflitte per ricevere il sussidio statale da 700 euro.”
Giornali di tutto il mondo riprendono la notizia, nelle case sale la tensione, nei Social Network esplode lo sdegno.

E’ vero? No.

L’OMS smentisce, scusandosi:

In September 2013, WHO/Europe published “Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region”. The report incorrectly states that, in Greece: “HIV rates and heroin use have risen significantly, with about half of new HIV infections being self-inflicted to enable people to receive benefits of €700 per month and faster admission on to drug substitution programmes”.

In fact, what is accurate to say is that slightly more than half of Greece’s new HIV cases are among those who inject drugs. WHO recognizes that there is no evidence suggesting that deliberate self-infection with HIV goes beyond a few anecdotal cases. The statement is the consequence of an error in the editing of the report, for which WHO apologizes.

Greece reported a significant increase (52%) in new HIV infections from 2010 to 2011, largely driven by infections among people who inject drugs. The causes for this increase are multifaceted and WHO welcomes the work of the ad hoc expert group and other entities to improve understanding of them and to recommend appropriate measures to extend the benefits of the comprehensive package of interventions for harm reduction to all people who inject drugs.”

Capito? Tranne alcuni casi aneddotici (Uno? Due? Va be’.) non ci sono prove.
Errare humanum est. Può succedere.

Il ruolo del cattivo in questa storia lo interpretano, ancora una volta, giornali, giornaletti e presunti tali che, calcando la penna neanche troppo velatamente, fanno intendere che atteggiamenti del genere siano normale evidenza della crisi e che, prima o poi, toccheranno anche altre realtà. (No, non la nostra. L’Idiotina va ancora per la maggiore, altro che HIV)

Nelle loro rettifiche, rigorosamente in calce – quando non parziali o errate (chissà se per una conoscenza dell’inglese di Pittelliana memoria) – cambiano sensibilmente i toni. Più da lancio di agenzia che da articolo di giornale. Più da scaricabarile che da professionista.

Nelle redazioni, a quanto pare, si continua a praticare il sensazionalismo a livelli agonistici.
Senza scusarsi.

uffa-sono-stufo-di-aspettare-che-si-trucchi-per-uscire