Roma tra dieci anni

Roma tra 10 anni? Mi immagino una capitale che abbia capito l’importanza del tempo che sta vivendo, che si sia convertita all’idea di ‘una città in trenta minuti’ nella quale è possibile raggiungere il luogo sperato entro quel lasso di tempo, una città che non lascia indietro le persone più fragili. E poi me la immagino finalmente riformata in 15 mini -che poi mini non sono- comuni, gli attuali municipi, che godono di autonomia finanziaria e gestionale sui principali temi del quotidiano.”

Grazie a Primarie Roma 2021 per questa chiacchierata e per aver creato uno spazio di discussione indispensabile per le sfide che deve affrontare la città.

Qui è possibile leggere l’intervista

Domani scrivo Smeriglio

Le elezioni europee di domani arrivano dopo due mesi dalla vittoria di Nicola Zingaretti, come segretario del Partito Democratico, che ha inaugurato una nuova fase all’interno di tutto il campo democratico e progressista.

Una nuova fase che ha bisogno di una propulsione di idee e di personalità per scoraggiare e contrastare quel vento rabbioso, pieno d’odio e pure inconcludente alimentato dalle forze attualmente al governo del Paese.

La candidatura di Massimiliano Smeriglio, da indipendente, all’interno della lista del Partito Democratico va esattamente in questa direzione.

Una brava persona, competente, capace, radicale nei contenuti e a contatto costante con le persone e con i territori che amministriamo ne fanno il candidato perfetto per poter svolgere un ruolo tanto delicato all’interno delle Istituzioni europee.

Ecologia, lavoro, riduzione delle disuguaglianze, parità di genere, territori.

So di affidare il mio voto in ottime mani e sono anche sicuro –e questo Massimiliano lo sa– che gli staremo col fiato sul collo per non dilapidare tutti quei progetti -fatti con fondi europei tra l’altro- che ha contribuito a creare: prima in municipio, poi in provincia, e infine in Regione (quelli più importanti, che ho potuto toccare con mano perché utilizzati dalla mia generazione, da Torno Subito a Porta Futuro, da Fondo Futuro a Fuoriclasse).

Riportiamo il sereno in questa Unione Europea, rendiamola più giusta, più eguale e più vicina ai territori, diamo forza a Massimiliano e ad una comunità di persone che non ha mai smesso di credere di poter cambiare davvero la vita delle persone.

Forza! ☀️✊

Sta a voi

Chi vive o ha vissuto a Roma, soprattutto negli ultimi anni, ha somatizzato su di sé tutte le contraddizioni di questa giungla disordinata fatta Capitale.

Una città diversa nei tempi, nei modi, nelle persone, una città immersa in un microcosmo tutto personale.

Amata e odiata, figlia e madre, Roma rimane, nonostante tutto, la città degli affetti e delle emozioni.

In questi tempi complessi qualche masochistainnamorato, eroe coraggioso e ingenuo, si mette in testa che Roma può essere migliore di così, che merita di più, che la gente possa vivere più felicemente.

Ed è ciò che sta animando le nostre azioni in questi mesi.

Sentendo parlare ieri Giovanni Caudo alla chiusura della nostra campagna elettorale avevo la pelle d’oca, come quando c’è una scena emozionante nei film e gli zigomi si fanno pieni.

E non era campanilismo, il morbo brutto della politica che smette di esser tale, era emozione vera, sincera.

Ormai in politica, (come dicevano Marco ed Emanuele che parafraso) “è diventato facile sapere da che parte stare: ci sono i buoni e ci sono i cattivi”.

Ecco, noi, insieme a Giovanni Caudo abbiamo parlato di speranza, di felicità, di debolezze, di povertà, di difficoltà, di periferie.

Temi veri, che toccano la vita delle persone, che vanno al di là del tutti contro tutti e degli indecenti postriboli televisivi a cui ormai siamo abituati.

Sta a voi darci fiducia al ballottaggio di domani, sta a voi dire che parte state e da che parte stiamo.

Vogliamo dimostrare che un’alternativa per Roma c’è, vogliamo dimostrare che non sono tutti uguali, vogliamo dimostrare che in quella giungla possiamo fare ordine, vogliamo dimostrare che c’è una politica buona, vogliamo dimostrare che la gente di questo territorio può e deve vivere meglio.

Coraggio.

Insieme.

La gioia

La gioia, la gratitudine, l’emozione, la speranza di non deludere nessuno di voi.

Con 581 preferenze sono riuscito ad arrivare in cima alla Lista Civica Caudo Presidente ed entro in consiglio municipale.

So che sarà un percorso tanto difficile quanto entusiasmante ma so anche che sarò insieme a tutti e a tutte voi, fianco a fianco, a lottare per un territorio più vivibile.

Ora c’è la battaglia più importante da vincere: il ballottaggio contro la destra autoritaria degli slogan, delle facili soluzioni e della paura dell’altro.

Continuate a darci fiducia, arriviamo fino in fondo, lottiamo tutte e tutti insieme.

Coraggio

Possiamo farcela, vinciamo tutti insieme

Fare politica di questi tempi non è semplice.

Farlo cercando di raccontare che immaginiamo una società diversa, fondata sulla solidarietà, sul mutualismo e sul protagonismo delle realtà sociali, sull’ascolto, sul confronto continuo tra i cittadini e le istituzioni, sull’innovazione e sull’efficientamento dell’esistente è ancora più difficile.

Stiamo cercando di fare il contrario di coloro che trovano un nemico e gli scaricano addosso le colpe del mondo non affrontando la situazione ma cercando la spaccatura, stiamo cercando di ricucire gli strappi, di colmare le lacune sociali di questa città nella quale sei costretto da mille fattori ad odiare chiunque ti si pari davanti perché sembra che ti stia togliendo qualcosa.

Lo stiamo facendo con il cuore, con la testa e con il sorriso.

Comunque vada sarà un successo, diceva qualcuno.

E vedendo la campagna elettorale che stiamo conducendo di quartiere in quartiere, di casa in casa, di persona in persona, probabilmente è così.

Eppure dobbiamo vincere, perché questa città merita di meglio, perché siamo convinti di poter far meglio degli altri ma soprattutto perché vogliamo cambiare la vita delle persone.

(Questa foto è stata scattata ad inizio campagna, Giovanni Caudo voleva già strozzarmi.)

Come fate a non darci fiducia?

Possiamo farcela, vinciamo tutti insieme.

L’alleanza del fare

L’allanza del fare e del fare bene.

Potevamo andare alle elezioni divisi, ancora una volta, abbiamo invece scelto di essere uniti e lavorare insieme, valorizzando le differenze.

Siamo in campo con una coalizione di centrosinistra diversa, larga e plurale che unisce civismo e politica.

Costruire un’alternativa di governo credibile, attenta ai diritti, a non lasciare indietro nessuno, che si cura del bene comune e che fa della solidarietà e dell’inclusione sociale le sue stelle polari in questi giorni tanto difficili per il nostro paese è l’obiettivo che ci poniamo anche in municipio.

Siamo una grande comunità, dalla Regione Lazio fino al III Municipio, proviamo a rigenerare la speranza perduta con una politica fatta col cuore e con competenza.

Il senso di tutto

I luoghi che visitiamo in questa campagna elettorale sono il senso della campagna stessa.

Giovedì abbiamo incontrato le Cooperative AGCI LAZIO SOLIDARIETÀ insieme a Marta Bonafoni, Francesca Danese e Maria Romano.

Le voragini sociali di questa città, importanti tanto quanto le buche per strada, devono essere colmate al più presto: ricucire quel tessuto di solidarietà, di mutualismo e di buone pratiche di sistema sfuggitoci di mano in questi tempi difficili è il nostro obiettivo principale.

Ieri, sotto il sole battente, abbiamo discusso di riqualificazione urbana insieme a Stefania Pandolfi e Fabrizio Rafaniello, un architetto progettista dell’Agenzia della Mobilità pieno di idee innovative sulla stazione di Nuovo Salario e sulla mobilità urbana delle quali dobbiamo assolutamente ragionare.

Subito dopo siamo andati con Valeria Milita, Alfredo D’Antimi e Gianluca Peciola, al Circolo Bocciofilo Kennedy, una spazio di socialità bellissimo, nel cuore del Tufello, dove abbiamo respirato l’entusiasmo, l’orgoglio, la socialità e la simpatia dei giovani e degli anziani che si occupano della struttura.

(Hanno anche provato a insegnarmi a giocare a bocce, difficilissimo ma divertente. 😂)

Facciamo tutto questo per realtà sociali come quelle che stiamo incontrando, lo facciamo per rappresentare e portare in consiglio municipale le idee delle persone e mettere in circolo tutte le competenze professionali che raccogliamo, ascoltando e valorizzando queste realtà, perché è l’unica strada che conosciamo per portare la buona politica nelle istituzioni.

Invertire la rotta

A Porta di Roma, nell’area del Parco delle Sabine, si continua a costruire senza rifornire la zona di servizi efficienti.

Qui ci sono solo palazzine, la maggior parte ancora vuote, marciapiedi malmessi ed erba incolta.

Le uniche aree di possibile aggregazione sociale, le piazze, sono in mano ai privati e ovviamente non valorizzate e a disposizione della cittadinanza.

Non è questo lo sviluppo urbanistico che abbiamo in mente: una città slabbrata, senz’anima, senza alcuna cura non può più essere la nostra città.

L’indifferenza della politica è oltremodo vergognosa, dobbiamo invertire la rotta.

Lo faremo

Il lavoro svolto dalla GiuntaZingaretti negli ultimi 5 anni è stato premiato dai cittadini del Lazio, i quali hanno deciso di andare oltre il populismo e oltre il disfattismo privo di idee del “mandiamoli a casa” confermando Nicola Zingaretti nuovamente presidente.

Governare bene, con serietà, visione del futuro e attenzione alle esigenze di tutti è la strada da percorrere anche in questi tempi complessi.

Il 10 giugno nel Terzo Municipio abbiamo la possibilità, con Giovanni Caudo, di poter fare altrettanto.
La piazza gremita di ieri è lì a testimoniarlo: riaccendere la speranza, cambiare le cose non rassegnandosi all’esistente, migliorare la vita delle persone, farlo tutti insieme.

Si può, si deve e lo faremo.

Arroganza

Sarà per la giornata di sole, per i drink di ieri, forse per l’astensionismo bulgaro in Emilia Romagna e in Calabria ma oggi mi sento un po’ arrogante.
No anzi, credo di esserlo a pieno titolo: un Arrogantone.

Oggi mi sento migliore di quelli che la pensano come Salvini.

Un giorno forse arriverò a comprendere le ragioni sociali che portano personaggi scolarizzati a ritenere chi mangia nel tuo stesso tavolo, quello dei terzultimi, dei penultimi e degli ultimi, il responsabile maggiore della scarsità del cibo presente.
Invece della mensa.

Una mensa che, di questo passo, sarà verde nera.

Un giorno forse, non oggi.
Oggi sono preda dell’arroganza.