NUOVO BANDO DI SERVIZIO CIVILE

Appena pubblicato il bando per la selezione di 53.363 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale in Italia e all’estero.

Alla selezione potranno partecipare ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni interessati ad un’esperienza di cittadinanza attiva nei settori dell’assistenza, della protezione civile, dell’ambiente, del patrimonio artistico, dell’educazione e della promozione culturale.

È previsto un rimborso di € 433,80 mensili per il servizio in Italia più, per l’estero, un’indennità giornaliera dai 13 ai 15 euro a seconda del Paese di destinazione.

Le domande di partecipazione alle selezioni dovranno essere inviate ENTRO le ore 14.00 del 28 Settembre 2018.

Forza! 💪🏻☀️

Qui il testo del bando

Qui il sito internet dove poter trovare davvero tutte le risposte.

Più spazi anche per loro

L’importanza che hanno gli animali nella nostra vita non è misurabile: l’affetto, la crescita personale, l’amicizia che ci regalano è qualcosa di straordinario che dobbiamo salvaguardare mettendo loro a disposizione un territorio all’altezza.

Sempre più spesso nel nostro municipio le aree cani sono lasciate alla cura dei volontari che se ne occupano altrimenti sarebbero preda dell’incuria e della sporcizia.

Dobbiamo assolutamente invertire la rotta valorizzando questi spazi di socialità importantissimi per i nostri animali ma anche per noi.

Quante più aree attrezzate, verdi e curate, fontanelle e cestini metteremo a disposizione tanto più i nostri amici a quattro zampe saranno felici.

E la loro felicità è anche la nostra.

Torna il “Family Day”

Il 30 Gennaio torna il “Family Day” e un po’ mi innervosisco.

Sulla retorica familistica dell’italiano medio bisognerebbe scrivere fiumi di articoli.
Sull’ipocrita retorica del governante medio a difesa della famiglia “tradizionale” ci avranno scritto probabilmente un manuale, con posto riservato accanto al Cencelli.

Al primo family day del 2007 (Difendiamo la famiglia tradizionale!, No ai “Dico”!, No alle unioni omosessuali!) parteciparono:

Silvio Berlusconi: due divorzi e numerosi scandali sessuali.
Gianfranco Fini: un divorzio.
Pier Ferdinando Casini: due divorzi.
Roberto Formigoni, il meglio: predica la castità e condivide da anni l’appartamento con un amico di CL (…)

[Curiosità: partecipò anche l’ottantottenne Giulio Andreotti alla prima manifestazione in carriera “…in cerca di espiazione dopo aver firmato la legge sul divorzio anni prima nel giorno più brutto della mia vita”.]

Al Family Day dell’anno scorso (No al “Gender”!, Difendiamo i nostri figli!, No alle unioni omosessuali!) parteciparono, tra gli altri:

Mario Adinolfi: divorziato e risposatosi a Las Vegas, contrario all’aborto, all’eutanasia, alla fecondazione assistita, al contraccettivo, fautore di strane teorie sull’Aids in Africa e della “donna sottomessa come pietra fondante”.
Costanza Miriano: un matrimonio posticipato di 13 anni e autrice di “Sposati e sii sottomessa” e “Obbedire è meglio”, nonché di interviste medioevali.

[Per dare un tocco di etica e moralità presenti anche Alessandra Mussolini, Carlo Giovanardi, Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri]

Se dovessi dare un nome all’ipocrisia la chiamerei Family Day.

Contro la violenza sulle donne

Non apprezzo particolarmente la retorica, spesso demagogica, delle giornate “contro qualcosa” o “a favore di”.
La necessità di una X rossa sul calendario per ricordarsi di una determinata categoria sociale mi fa spavento e dà la misura del grado di civiltà raggiunto.
Indegno.

Oggi, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, utopicamente spero ci vengano risparmiate le canoniche liturgie di adorazione dell’universo femminile, salvo poi, domani, dimenticare tutto.

In questo tripudio di emozioni liquide ed estemporanee che è diventata questa giungla di società io spero si alzi un grido permanente, in sottofondo, che faccia da colonna sonora a una battaglia di civiltà e di parità che è quella del LAVORO.
Perché l’emancipazione, la sicurezza e la libertà di una donna, ma anche di un giovane o di un qualsiasi essere umano partono sempre da un’occupazione che dia reddito.

In Italia lavora solamente il 47% delle donne.
Partiamo da qui?

(Ah, per coloro che hanno ammonito il mondo terreno con la mirabolante teoria gender oggi è un’occasione d’oro per rimanere in silenzio)

Il diritto alla felicità

Concetto astratto, utopico quasi.
Fosse sostituito dal dovere di ridurre l’infelicità, come afferma implicitamente l’art. 3 della Costituzione, si potrebbe concretizzare in una certa idea di Politica, quella che piace a noi.

Eppure.

Eppure siamo costretti a sopportare strutturali disuguaglianze, sempre pronte ad ostacolare qualsiasi velleità di trasporto emotivo che non sia animato da paura e da ansia.
Una dittatura dell’infelicità, della prevaricazione, della sperequazione.

Per invertire le tendenza di occasioni ce ne sarebbero ma la Politica che non piace a noi, quella che non perde occasioni per sferrare pugni ai paradigmi di civiltà e di umanità decide di arrogarsi una facoltà di arbitrio sulle scelte e sulle emozioni altrui, cullata dall’ideale di aurea mediocritas che sempre la accompagnerà.

Siamo costretti a sopportare le opinioni degli Alfani, dei Sinodi, dei prefetti Pecorari, dei Nardelli, dei Salvini, dei Fiori, esseri disumani, squallidi portatori di modelli anacronistici, sopraffatti dalla loro inferiorità morale e dalla schiacciante e perenne smania elettorale basata sul dolore di pancia della disperazione.

Eppure.

Eppure c’è chi si ribella, chi non si rassegnerà mai, chi la tendenza la vuole invertire davvero.

Il mio applauso va a Virginio Merola, Ignazio Marino, Giuliano Pisapia e tutte le altre Persone che hanno assecondato e riconosciuto quel diritto alla felicità, con l’obiettivo di eliminare una disuguaglianza, compito primario della Politica.

Quella vera.
Quella che piace a noi.