TAVERNA AGISCA INVECE DI LAMENTARSI

Omniroma-ATER: ZOCCHI-PIETROSANTE, TAVERNA AGISCA INVECE DI LAMENTARSI

(OMNIROMA) Roma, 09 OTT – “Dato che la senatrice Taverna ritiene un accanimento sfrattare una ottantenne, con tutte le conseguenze del caso, ed essendo noi pienamente d’accordo con lei, la invitiamo a farsi promotrice di disegni di legge che implementino le misure di assistenza abitativa per le situazioni emergenziali e che mettano in piedi politiche strutturali indirizzate ad un nuovo piano di edilizia popolare che prenda in considerazione il recupero e la riqualificazione del patrimonio del Comune di Roma Capitale; si avvii contestualmente un’interlocuzione con il prefetto affinché le nuove modalità di sgombero determinate dalla Circolare a firma del Ministro Salvini non vengano preferite a soluzioni più socialmente ed umanamente concilianti che tutelino i diritti fondamentali delle persone.

Taverna metta da parte le lamentale, agisca e si prodighi per le migliaia di famiglie che vivono in alloggi popolari, spesso abusivamente, che non hanno la fortuna di avere un parente senatore”.

Così in una nota congiunta Matteo Zocchi, Capogruppo in Municipio III della Lista Civica Caudo Presidente e Matteo Pietrosante (LeU)

Privilegi e concorrenza

Nella giungla dei diritti mancanti e mancati si insinua qualcosa di peggio.
Nel concetto semplicistico di “guerra tra poveri” non viene reso appieno, secondo me, lo stato delle cose.

Partiamo da quella percezione, ormai divenuta culturale, che i diritti siano superati e, in un escalation di liberismo, siano evoluti nella poco nobile concezione di “privilegi”.
In una concezione del welfare un po’ poco estensiva e un po’ molto restrittiva.

E’ consequenziale che in un sistema del genere si arrivi ad una concorrenza sociale che porta ad una rivendicazione di un diritto sulla pelle dell’altro.
Non ci si batte per rivendicare diritti per tutti ma, anzi, ci si arrabbia per una concessione (…) fatta a X perché, magari, secondo una strana logica, toglie una possibilità a Y.

E’ così sulle utenze delle case popolari, è così sulle case popolari, è così sulle case occupate, è così sulle unioni civili, è così sugli immigrati a cui vengono garantite “agevolazioni”, è così sui rom a cui “lo Stato dà un sacco di soldi”.

Questa visione, alimentata e fomentata dai soliti professionisti dell’acchiappo elettorale, da personaggi spaccia paure e da una stampa connivente pronta a tutto tranne che al rispetto della deontologia, si è ormai sedimentata trasversalmente in ogni angolo di comunità.

Hanno seminato da tempo: per Borghezio, Salvini e altri rifiuti organici è tempo di raccolta.
E queste lotte al degrado, amici miei, altro non sono che i frutti. Marci.

Sarebbe poi il caso, quando magari ci asciughiamo la bavetta, che qualcuno si soffermi sulle politiche vergognose messe in atto in questi anni sul fronte dell’accoglienza, dell’inclusione sociale e sul contrasto alla povertà.

Solo dopo però, quando ci troveremo a piangere un morto.
Un morto bianco, che quello nero c’è già stato.

(Qui un esempio)