RIFIUTI. ZOCCHI: LOTTA AGLI INCIVILI NON PUÒ ESSERE CIFRA POLITICA M5S

(DIRE) Roma, 20 mag. – “Le quotidiane sortite comunicative sulla lotta agli incivili davanti ai cassonetti portate avanti dalla Giunta Raggi sembrano essere diventate la cifra politica dell’amministrazione 5Stelle sul tema dei rifiuti.

Non è più pensabile: la capitale non ha un assessore ai rifiuti da tre mesi, AMA non ha un cda da due mesi e mezzo, i bilanci 2017 e 2018 non sono approvati, nel nuovo contratto di servizio vengono esclusi i municipi.
Il ricorso continuo alla propaganda per spostare l’attenzione da queste enormi lacune è un gioco che va avanti da mesi ma sarebbe opportuno fare uno sforzo di serietà cercando di riempire qualche tassello mancante prima che Roma ricada nell’emergenza estiva con spazzatura ovunque e relativi miasmi per le strade.
La mancanza di una strategia sui rifiuti ricade sui territori che amministriamo, è ridicolo che il Campidoglio sia diventato un’agenzia di comunicazione propagandistica”.

Così in un comunicato Matteo Zocchi, Capogruppo della Lista Civica Caudo Presidente.
(Comunicati/Dire 10:44 20-05-19

Serve coraggio

Se non ci fosse stato l’incendio probabilmente il TMB starebbe ancora infestando l’aria del municipio e dei territori limitrofi. 
Siamo una città paralizzata, immobile, schiava degli eventi, ormai sempre negativi. 
L’incompetenza della Sindaca Raggi è tutta qui: amministra -male- l’esistente senza alcuna visione strategica rimanendo in balia della corrente.
Un Campidoglio che, quando è in grado, fa il compitino, sempre più grottescamente (tra pulizie di foglie nei marciapiedi ed erbacce negli spartitraffico) e lo comunica in pompa magna ai cittadini. 
In tutto ciò si continua a fare il gioco delle tre carte con i nomi di partecipate e assessorati. 
C’è da prendere invece atto che la situazione rifiuti è tragica e il Tmb ne è solo un paradigma: anni di danni e grida di aiuto, l’impianto va a fuoco e ancora dopo mesi siamo agli annunci e ai comunicati. 
Alla Regione Lazio che, surrogando, sollecita la Sindaca ed AMA a fare atti concreti per riconvertire l’area si risponde col silenzio.
Con le percentuali di raccolta differenziata e raccolta porta a porta totalmente inadeguate alle risposte che servirebbero, Roma ha bisogno di impianti industriali adeguati nei quali lavorare i rifiuti che i cittadini producono ed interventi lungo tutta la filiera (dalla selezione all’avvio, al riciclo, dal recupero energetico, allo smaltimento).
Il progetto dei quattro ecodistretti nei quattro quadranti della città che la vecchia amministrazione aveva pensato davano l’opportunità di fare del rifiuto urbano una risorsa. Lo si riprenda in mano e la si smetta di rincorrere utopie irrealizzabili.
È arrivato il momento della concretezza, Roma è in ginocchio.
Si trovi il coraggio di affrontare la situazione oppure si vada a casa.

Mio breve intervento su Radio Roma Capitale con Paolo Cento

COME LAVORA AMA A ROMA E IN III MUNICIPIO

Oltre ogni speculazione di sorta il quadro definitivo e oggettivo ce lo danno i dati della Commissione Tecnica di Controllo, organo previsto dal contratto di servizio che lega Comune di Roma e Ama.

I numeri, riferiti all’annualità 2017 e confrontati con la precedente, sono impietosi e vale la pena scendere nel dettaglio:

1) IL SERVIZIO DI PULIZIA

• Il servizio di spazzamento nell’anno 2017 è inferiore al 2016.

L’obiettivo contrattuale che fissava al 100% la regolarità del servizio non è arrivato al 91%, attestandosi al 90,79%, quindi quasi il 10% in meno rispetto ai programmi.

• La disponibilità di mezzi in esercizio è passata dal 65% del 2016 al 57% del 2017.

A conferma della difficoltà generali sono evocative le segnalazioni e i reclami pervenuti ad Ama: il DOPPIO rispetto al 2016.

In III Municipio tutto ciò viene confermato dal giudizio negativo sulla qualità percepita.

Con una valutazione da 1 a 10 i cittadini valutano:

• La pulizia delle strade 3,4;
• La pulizia dei cassonetti 3,3;
• La presenza dei cestini 3,0;

Risultato nella media -pessima- dell’intera città;

2) SERVIZI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA

Il contratto di servizio fissava l’obiettivo del 2017 al 65%, rivisto poi dalla Giunta Raggi e dal piano finanziario TaRi 2017 al 48%.

La percentuale media annua di raccolta differenziata 2017 si ferma al 44% con un incremento ridicolo di 1,26% rispetto al 2016.

In III Municipio il quadro viene confermato -anche qui- dal giudizio negativo sulla qualità percepita.

Con una valutazione da 1 a 10 i cittadini valutano:

• La raccolta stradale 4,3;
• La raccolta Porta a Porta 4,2;
• I Centri di raccolta Raee 6,0; (unica sufficienza)
• Sul monitoraggio del decoro dei contenitori di differenziata, in III Municipio siamo sotto all’obiettivo per quanto riguarda la raccolta della Carta e della Plastica.

3) I CENTRI DI RACCOLTA RIFIUTI INGOMBRANTI E RAEE

Sono fermi al numero di 14 su tutta Roma quando il contratto di servizio ne prevedeva 4 in più nel 2017.

[ • TMB SALARIO ]

Sull’impianto di trattamento meccanico biologico situato a Villa Spada, sul quale tanto ci sarebbe da raccontare, nel 2017 si registra un incremento di conferimento di rifiuti indifferenziati del 32,31% rispetto all’anno precedente che “riduce contestualmente il ricorso a tutti gli altri impianti romani”.

Più di 155mila tonnellate di rifiuti nell’anno 2017, sono quasi 500 tonnellate al giorno!

[Non commento perché il post si sforza di essere meramente informativo.]

Basta miasmi

La situazione tragica dei rifiuti a Roma è sotto gli occhi di tutti noi.
Alla base della permanente crisi ci sono gli impianti di trattamento dei rifiuti di Ama (TMB), vecchi e sovraccarichi.

Il TMB Salario, presente nel nostro municipio, nel quale vengono conferiti i rifiuti indifferenziati e che dista solo 50 metri dalle prima case, è diventato ormai una discarica perdendo la sua funzione di impianto di trattamento.

All’interno sono conferite ed accumulate, infatti, tonnellate di rifiuti.
L’impianto è al collasso, vecchio e non più manutenuto.

Polveri e odori nauseabondi torturano gli abitanti dei quartieri di Villa Spada, Fidene, Serpentara e Nuovo Salario ormai da anni, minacciando la loro salute e non permettendo loro di vivere una vita normale: la puzza è insopportabile, attacca gli occhi e la gola, i mal di testa, nausea e spesso vomito sono tristi compagni di vita; con l’arrivo dell’estate le esalazioni diventeranno asfissianti costringendo quelle famiglie a vivere recluse in casa senza poter aprire una finestra.

Il TMB Salario venne autorizzato in contemporanea con l’approvazione del Piano Regolatore nel 2008.
Secondo le stesse norme contenute nel PRG il TMB è incompatibile e non dovrebbe essere presente a via Salaria in quanto zona urbana.
L’impianto deve essere quindi chiuso e trasformato.

Dobbiamo lavorare per diminuire i conferimenti di immondizia indifferenziata nell’impianto, incrementando la raccolta differenziata a partire dai municipi che conferiscono direttamente al TMB ed eliminare i miasmi che fanno vivere male migliaia di famiglie.

Il nostro obiettivo è quello della chiusura e della riconversione dell’impianto.
L’area dovrà essere destinata ad attività che non impattano minimamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini.

Se questo non dovesse accadere e la salute dei cittadini continuasse ad essere minacciata noi siamo pronti a scendere in strada per non consentire l’accesso ai camion: la salute non è negoziabile.

• Grazie a Stefania Pandolfi da anni impegnata in prima linea sul tema e grazie a Giovanni Caudo, un candidato presidente coraggioso.