Abbiamo vinto!

Con il 56% dei voti Giovanni Caudo è il nuovo presidente del III Municipio.

Essere riusciti a battere la Lega e il Centrodestra durante l’egemonia culturale che in questo periodo storico hanno costruito nell’intero paese, è per noi motivo di orgoglio e di responsabilità.

Abbiamo vinto unendo le differenze, in una coalizione piena di storie, di peculiarità e di sensibilità diverse.

Lo abbiamo fatto rimanendo noi stessi, con i nostri ideali di solidarietà e mutualismo, parlando di noi e non di io, parlando di diritti e responsabilità, di giustizia sociale, cercando di raccontare quello che immaginiamo per far star meglio le persone e come lo vogliamo mettere in pratica.

Da domani sta a noi confermare le aspettative: ci abbiamo messo la faccia, non vogliamo perderla.

Ce la metteremo tutta.

Insieme, come sempre.

Sta a voi

Chi vive o ha vissuto a Roma, soprattutto negli ultimi anni, ha somatizzato su di sé tutte le contraddizioni di questa giungla disordinata fatta Capitale.

Una città diversa nei tempi, nei modi, nelle persone, una città immersa in un microcosmo tutto personale.

Amata e odiata, figlia e madre, Roma rimane, nonostante tutto, la città degli affetti e delle emozioni.

In questi tempi complessi qualche masochistainnamorato, eroe coraggioso e ingenuo, si mette in testa che Roma può essere migliore di così, che merita di più, che la gente possa vivere più felicemente.

Ed è ciò che sta animando le nostre azioni in questi mesi.

Sentendo parlare ieri Giovanni Caudo alla chiusura della nostra campagna elettorale avevo la pelle d’oca, come quando c’è una scena emozionante nei film e gli zigomi si fanno pieni.

E non era campanilismo, il morbo brutto della politica che smette di esser tale, era emozione vera, sincera.

Ormai in politica, (come dicevano Marco ed Emanuele che parafraso) “è diventato facile sapere da che parte stare: ci sono i buoni e ci sono i cattivi”.

Ecco, noi, insieme a Giovanni Caudo abbiamo parlato di speranza, di felicità, di debolezze, di povertà, di difficoltà, di periferie.

Temi veri, che toccano la vita delle persone, che vanno al di là del tutti contro tutti e degli indecenti postriboli televisivi a cui ormai siamo abituati.

Sta a voi darci fiducia al ballottaggio di domani, sta a voi dire che parte state e da che parte stiamo.

Vogliamo dimostrare che un’alternativa per Roma c’è, vogliamo dimostrare che non sono tutti uguali, vogliamo dimostrare che in quella giungla possiamo fare ordine, vogliamo dimostrare che c’è una politica buona, vogliamo dimostrare che la gente di questo territorio può e deve vivere meglio.

Coraggio.

Insieme.

La gioia

La gioia, la gratitudine, l’emozione, la speranza di non deludere nessuno di voi.

Con 581 preferenze sono riuscito ad arrivare in cima alla Lista Civica Caudo Presidente ed entro in consiglio municipale.

So che sarà un percorso tanto difficile quanto entusiasmante ma so anche che sarò insieme a tutti e a tutte voi, fianco a fianco, a lottare per un territorio più vivibile.

Ora c’è la battaglia più importante da vincere: il ballottaggio contro la destra autoritaria degli slogan, delle facili soluzioni e della paura dell’altro.

Continuate a darci fiducia, arriviamo fino in fondo, lottiamo tutte e tutti insieme.

Coraggio

Andiamo al ballottaggio

La coalizione civica guidata da Giovanni Caudo si attesta al 42%, andiamo al ballottaggio contro la destra.

Ci aspettano due settimane durissime, la sfida è bella ed entusiasmante.

Metteremo al centro i nostri temi, convinti di poter cambiare in meglio la vita delle persone di questo territorio.

(Per le preferenze personali bisognerà aspettare il seggio centrale.)

Possiamo farcela, vinciamo tutti insieme

Fare politica di questi tempi non è semplice.

Farlo cercando di raccontare che immaginiamo una società diversa, fondata sulla solidarietà, sul mutualismo e sul protagonismo delle realtà sociali, sull’ascolto, sul confronto continuo tra i cittadini e le istituzioni, sull’innovazione e sull’efficientamento dell’esistente è ancora più difficile.

Stiamo cercando di fare il contrario di coloro che trovano un nemico e gli scaricano addosso le colpe del mondo non affrontando la situazione ma cercando la spaccatura, stiamo cercando di ricucire gli strappi, di colmare le lacune sociali di questa città nella quale sei costretto da mille fattori ad odiare chiunque ti si pari davanti perché sembra che ti stia togliendo qualcosa.

Lo stiamo facendo con il cuore, con la testa e con il sorriso.

Comunque vada sarà un successo, diceva qualcuno.

E vedendo la campagna elettorale che stiamo conducendo di quartiere in quartiere, di casa in casa, di persona in persona, probabilmente è così.

Eppure dobbiamo vincere, perché questa città merita di meglio, perché siamo convinti di poter far meglio degli altri ma soprattutto perché vogliamo cambiare la vita delle persone.

(Questa foto è stata scattata ad inizio campagna, Giovanni Caudo voleva già strozzarmi.)

Come fate a non darci fiducia?

Possiamo farcela, vinciamo tutti insieme.

Al centro di tutto

Chi vive a Piazza Stia, a Fidene, da anni lotta su ogni fronte: lotta per avere una casa, lotta per la mancanza di servizi, lotta per l’assenza delle istituzioni, lotta per spazi non all’altezza, lotta per far andare i ragazzi a scuola, lotta per una vita dignitosa.

Lo spirito, l’orgoglio, l’entusiasmo, la voglia e il senso di appartenenza degli inquilini li tocchi con mano quando ti ricordano sempre che si sono fatti “un culo così” per avere quello che hanno.

Sarà che sono fortunato e forse di parte essendo amico di Cinzia ma ieri -dopo aver pulito Piazza Stia armati di ramazze e falcetto- mentre festeggiavamo i 33(+26) di Angelo, insieme a Mauro, l’altra Cinzia, Cristina, Milena, Davide, io provavo a scendere a patti col tempo, cercando di fermarlo, perché tra racconti, prese in giro, urla dal balcone, parolacce, musica, zanzare, l’atmosfera era perfetta: un caos in equilibrio.

Stavamo bene.

E avvisiamo chi, ultimamente, considera le periferie della città come gli angoli del cuore che per noi è troppo tardi già da un po’: luoghi come questo sono, irrimediabilmente, al centro di tutto.