Sensibilità

“In occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Campidoglio sono state coperte da pannelli bianchi su tutti e quattro i lati alcune statue di nudi dei Musei Capitolini.
La copertura sarebbe stata decisa come forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana.”

La famosa sensibilità dell’Iran, il paese che nel 2015 ha giustiziato 1084 persone, tra i quali: dissidenti politici e religiosi, minorenni, omosessuali e donne che si sono difese contro gli stupratori.

Eh sì, le palle delle statue in Campidoglio fanno davvero impressione.

Grazie Iacopo

(https://www.facebook.com/luca.casciani.rtr99/photos/a.757951797604354.1073741828.757951294271071/984740514925480/?type=3&theater)

Avrei querelato, non so come né quando, ognuno di loro fino a ieri.

Poi ho letto la reazione di Iacopo Melio, il ragazzo di Vorreiprendereiltreno, agli insulti che ha ricevuto online.
(Insulti di questo tenore: “Il signore doveva paralizzarti le mani e non le gambe”; “Trovati un lavoro anche se sei storpio”, ecc…)

Al contrario dei vostri auguri di violenza, malattia o omicidio nei miei confronti, spero per voi in un futuro fatto di rispetto e tolleranza per il diverso, e di tanta fame di Sapere, perché solo la cultura, quella vera e che non teme la diversità, può porre fine all’odio che covate dentro.”

Grazie, Iacopo.

Torna il “Family Day”

Il 30 Gennaio torna il “Family Day” e un po’ mi innervosisco.

Sulla retorica familistica dell’italiano medio bisognerebbe scrivere fiumi di articoli.
Sull’ipocrita retorica del governante medio a difesa della famiglia “tradizionale” ci avranno scritto probabilmente un manuale, con posto riservato accanto al Cencelli.

Al primo family day del 2007 (Difendiamo la famiglia tradizionale!, No ai “Dico”!, No alle unioni omosessuali!) parteciparono:

Silvio Berlusconi: due divorzi e numerosi scandali sessuali.
Gianfranco Fini: un divorzio.
Pier Ferdinando Casini: due divorzi.
Roberto Formigoni, il meglio: predica la castità e condivide da anni l’appartamento con un amico di CL (…)

[Curiosità: partecipò anche l’ottantottenne Giulio Andreotti alla prima manifestazione in carriera “…in cerca di espiazione dopo aver firmato la legge sul divorzio anni prima nel giorno più brutto della mia vita”.]

Al Family Day dell’anno scorso (No al “Gender”!, Difendiamo i nostri figli!, No alle unioni omosessuali!) parteciparono, tra gli altri:

Mario Adinolfi: divorziato e risposatosi a Las Vegas, contrario all’aborto, all’eutanasia, alla fecondazione assistita, al contraccettivo, fautore di strane teorie sull’Aids in Africa e della “donna sottomessa come pietra fondante”.
Costanza Miriano: un matrimonio posticipato di 13 anni e autrice di “Sposati e sii sottomessa” e “Obbedire è meglio”, nonché di interviste medioevali.

[Per dare un tocco di etica e moralità presenti anche Alessandra Mussolini, Carlo Giovanardi, Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri]

Se dovessi dare un nome all’ipocrisia la chiamerei Family Day.

Su Quarto

Lo scricchiolio del mito di onestà del Movimento 5 Stelle dopo la vicenda di Quarto, comune di Napoli nel quale pare sia stata eletta una sindaca pentastellata con i voti della Camorra, poteva essere una buona occasione per elevare il dibattito pubblico appiattito sull’effimera linea dell’onestà della rappresentanza politica, baluardo del Movimento e portatrice del voto di protesta che rifornisce quell’enorme bacino elettorale rappresentato dal cittadino provato dagli scandali.

Dispiace invece costatare che altri schieramenti politici, più o meno grandi, rimarchino, dietro il presunto squarcio del velo dell’ipocrisia, un’uguaglianza al ribasso, una disonestrà trasversale, senza colore.
Continuano a fare un gioco che inevitabilmente, almeno a breve termine, perderanno.
Perché è vero che il germe della corruttela è, purtroppo, annidato nell’essere umano ma sarà sicuramente meno evidente in un movimento giovane e nuovo che in partiti secolari con le proprie file incancrenite da personaggi impresentabili.

Sfidarsi sui programmi, sulle presunte lungimiranze di governo, sulle idee pare davvero troppo per costoro.

Normalità

«Sono favorevole ai matrimoni tra omosessuali, anzi, devo registrare che ormai non si sposa più nessuno, non vedo perché negare a loro la possibilità di commettere gli errori che abbiamo fatto noi. L’unica raccomandazione che faccio agli omossessuali è quella di stare attenti perché non sanno a cosa vanno incontro!»

Che lo dica Vittorio Feltri non importa.
La neutra normalità pizzicata dall’ironia declina il “grande tema etico”: l’approccio migliore, per me.